
SANT’ELPIDIO A MARE – “Abbiamo implementato i controlli sulla filiera produttiva”. Forte di questo, Tod’s ha chiesto al giudice un nuovo rinvio, già concesso due mesi fa, per documentare in maniera compiuta tutto ciò che è stato fatto finora e che sarà fatto ancora.
Questo è emerso dall'udienza davanti al gip di Milano, Domenico Santoro. Un procedimento, con al centro ipotesi di caporalato, in cui sono indagati tre manager, nella catena di subappalti della produzione, nel quale pende una richiesta del PM Paolo Storari di interdittiva dal fare pubblicità dei prodotti del brand per 6 mesi.
Il giudice ha accolto la richiesta e ha aggiornato l’udienza al 20 aprile. Se poi, prima di quel giorno, la Procura valuterà che il gruppo di Diego Della Valle ha fatto decisi passi avanti sul fronte dei controlli, potrebbe anche revocare la propria istanza.
Durante l’’udienza, i legali della Tod’s, Francesco Mucciarelli e Luisa Mazzola, documenta alla mano, hanno mostrato i miglioramenti delle piattaforme, dei modelli organizzativi e dell'inserimento, ad esempio, degli ‘audit a sorpresa’ per le verifiche.
Il 3 dicembre, nella prima udienza, i legali con una memoria al gip avevano “espresso la ferma intenzione della società di fare tutto quanto in proprio potere per garantire la sicurezza e la dignità del lavoro, valori che Tod's ritiene da sempre parte del proprio Dna”.
Il PM aveva ribadito che “la società si sarebbe avvantaggiata consapevolmente di un sistema illecito, che ha generato enormi profitti grazie allo sfruttamento della manodopera cinese, pesantemente sottopagata negli opifici-dormitorio dei subfornitori”.
L’azienda si era subito difesa e aveva risposto tagliando i contratti con le aziende della filiera finite sotto indagine, dimostrando l’impossibilità di reiterazione del reato.
r.vit.
