
SANT’ELPIDIO A MARE – Una storia lunga 120 anni quella del Tennacola, oggi guidato da Antonio Albunia. Era il 15 novembre 1903 quando il sindaco di Sant’Elpidio a Mare Giovanni Renzi incontrava i cittadini per presentare il progetto che avrebbe portato nei centri abitati l’acqua delle sorgenti dalle montagne dell’Appennino fino alla costa. “Tra non molto dalle montagne del nostro Appennino arriverà tra noi, fresca, pura, salubre, l’acqua del Tennacola. Porterà sussidio dell’igiene e incremento del pubblico benessere”.
IL PASSATO
Pochi mesi dopo, con la firma del contratto tra la Società Italiana per condotte d’acqua e gli 11 Comuni coinvolti, nasceva il Consorzio. La storia inizia il 6 marzo 1904, con la prima adunanza dei sindaci interessati alla costruzione dell’acquedotto: Sant’Elpidio a Mare, Gualdo, Sant’Angelo in Pontano, Monte San Giusto, Loro Piceno, Montegiorgio, Rapagnano, Monte San Pietrangeli, Montegranaro, Penna San Giovanni e Monte Urano.
Il primo acquedotto fu completato nel giro di tre anni. Negli anni successivi il sistema si è progressivamente ampliato e rafforzato. Negli anni Cinquanta lo sviluppo con le nuove connessioni. Poi, i pozzi nella zona di Rapagnano e dagli anni 70 l’utilizzo dell’acqua del Tenna, con il raddoppio delle tubazioni di adduzione.
Gestire l’acqua è complesso e così è arrivata anche l’evoluzione amministrativa con la nascita della società peer azioni nel 2002 a capitale pubblico: 26 comuni di due province che fanno diventare il Tennacola gestore unico del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito Territoriale Ottimale n.4 delle Marche.
IL PRESENTE
Oggi il sistema serve 27 Comuni, coprendo un territorio di circa 650 chilometri quadrati che si estende dai Monti Sibillini fino al Mare Adriatico. La rete garantisce acqua potabile a oltre 115 mila residenti, oltre a circa 17 mila presenze fluttuanti, attraverso un’infrastruttura complessa composta da 360 chilometri di dorsali adduttrici, quasi 1.900 chilometri di tubazioni distributive e 132 serbatoi con una capacità complessiva di circa 27 mila metri cubi.
L’acqua proviene principalmente dalle sorgenti montane di Sarnano-Giampereto e Montefortino-Capotenna e presenta caratteristiche chimico-fisiche di elevata qualità, paragonabili a quelle delle migliori acque oligominerali. I controlli vengono effettuati costantemente sia dal gestore sia dalle autorità sanitarie.

“Negli ultimi anni Tennacola ha affrontato scenari complessi, tra eventi sismici, periodi di siccità sempre più frequenti, fenomeni meteorologici estremi e la pandemia. Nonostante queste criticità, il servizio è stato garantito con continuità e con tariffe tra le più basse della regione, grazie anche agli investimenti costanti nella manutenzione delle reti e nella riduzione delle perdite idriche, oggi contenute al di sotto del 25%” sottolinea Albunia.
IL FUTURO
La società si prepara ora ad affrontare una nuova fase di innovazione tecnologica e infrastrutturale. Il progetto principale riguarda il “Monitoraggio, digitalizzazione e riduzione delle perdite idriche nelle reti dell’ATO 4 Marche Centro Sud”, un piano da oltre 19 milioni di euro, di cui circa 15,9 finanziati con fondi del PNRR.
“L’intervento prevede la mappatura completa della rete, la modellazione idraulica del sistema, la distrettualizzazione delle condotte e l’introduzione di una piattaforma digitale di gestione, lo Smart Water Management System, che consentirà di monitorare in tempo reale il funzionamento dell’acquedotto” spiega il presidente. A questo si aggiungeranno sistemi innovativi di ricerca delle perdite, anche con tecnologie satellitari, e l’installazione di contatori intelligenti con telelettura.
Tra le opere in programma, la realizzazione di un nuovo pozzo di soccorso vicino alle sorgenti di Giampereto, a Sarnano, destinato a rafforzare l’approvvigionamento idrico dei comuni della fascia montana e medio-collinare, più esposti alle variazioni stagionali delle portate delle sorgenti.
Un altro intervento strategico è il progetto dell’“Anello dei Sibillini”, una grande infrastruttura che punta a interconnettere diversi sistemi acquedottistici delle Marche – tra cui gli acquedotti del Pescara, dei Sibillini, del Tennacola e del Nera – rendendo l’approvvigionamento idrico più flessibile e resiliente.
Per quanto riguarda Tennacola, il piano prevede una nuova condotta tra Sarnano e Gualdo, per un investimento di 23 milioni di euro, e un collegamento tra Sant’Angelo in Pontano e Belmonte Piceno, con il rifacimento del partitore idrico di Santa Maria Maddalena.
“A questo – conclude Albunia durante il convegno a Tipicità insieme con la Ciip del presidente Perosa a cui ha preso parte anche il governatore Acquaroli - si aggiunge il programma di adeguamento degli impianti fognari e di depurazione alle normative europee, con investimenti stimati in circa 18 milioni di euro.
Manutenzione e novità, perché l’acqua non è illimitata e ci deve impegnare tutti, gestore ed utenti, per assicurarne la disponibilità e la qualità per il presente e per il futuro. Osservare comportamenti virtuosi che evitino sprechi, inquinamenti e usi impropri è dovere di ogni cittadino ed è un impegno imperativo di Tennacola per la quale distribuire acqua di qualità, depurarla e salvaguardare l’ambiente sono i principi ispirativi della sua missione”.
r.vit.
