PORTO SANT'ELPIDIO - Non capita tutti i giorni di trovarsi faccia a faccia con un professionista che è riuscito a trasformare la propria passione in un successo internazionale, partendo proprio dai banchi di scuola. Il Polo "Carlo Urbani" ha vissuto oggi una giornata di straordinario valore formativo grazie all'incontro con lo Chef stellato Richard Abou Zaki, titolare del ristorante Retroscena di Porto San Giorgio e celebre volto televisivo della Romania, dove ricopre il ruolo di giudice nel seguitissimo programma Chefi la cuțite.
L'evento, nato dalla collaborazione con il Professor Enrico Maria Rimbano e l’Associazione Italiana Cuochi di Fermo, ha superato i confini della tradizionale lezione per trasformarsi in un vero e proprio racconto di vita. Al centro del dibattito la presentazione del libro dello Chef, “Cooking my dreams”, un’opera già diventata un caso editoriale tanto da essere già in ristampa, che Richard ha voluto presentare in anteprima assoluta proprio in una scuola alberghiera italiana, scegliendo l'istituto marchigiano come simbolo di eccellenza formativa.




Il momento più toccante della giornata è stato il racconto personale di Richard Abou Zaki sulle proprie origini. Figlio di un direttore di banca che desiderava per lui un futuro nel mondo accademico e finanziario, Richard ha dovuto lottare contro il parere della famiglia per inseguire la propria vocazione. Con estrema sincerità, lo Chef ha spiegato ai ragazzi che la sua scalata verso la Stella Michelin e la fama internazionale non è stata una strada in discesa, ma il frutto di una determinazione ferrea, di coraggio e di infiniti sacrifici.
Ha ricordato ai giovani studenti che gli errori non sono fallimenti, ma passaggi obbligati che servono per crescere e che la vera chiave per imparare il mestiere è "rubare con gli occhi", vivendo il maggior numero possibile di esperienze lavorative. Abou Zaki ha inoltre sottolineato l'importanza del fattore umano, invitando gli allievi a stringere legami profondi con le persone incontrate lungo il cammino, a partire dai loro professori, che rappresentano il primo punto di riferimento per ogni aspirante professionista.
Nonostante la sua carriera lo porti spesso all'estero, lo Chef ha ribadito il suo amore viscerale per l'Italia, un luogo che considera unico al mondo per la cortesia e la gentilezza insite nella propria cultura. Ha consigliato vivamente ai futuri cuochi e manager dell'ospitalità di non restare chiusi in cucina, ma di cercare costantemente il confronto con il cliente, perché è nel dialogo e nell'accoglienza che risiede il cuore pulsante del servizio.
L'entusiasmo tra gli studenti è stato tangibile: la platea ha seguito ogni parola con estremo interesse, incalzando lo Chef con domande profonde e curiose. Questo dialogo tra il presente e il futuro dell'enogastronomia conferma la missione del Polo Urbani: formare professionisti capaci di unire tecnica, cuore e visione manageriale.
Il messaggio che resta tra le mura dell'istituto è chiaro: con la giusta guida e una volontà incrollabile, i sogni nati tra i banchi e i laboratori possono davvero trasformarsi in realtà stellate. La giornata di oggi segna così un altro passo fondamentale nel percorso di crescita di questi giovani, pronti a diventare i futuri ambasciatori del gusto e dell'accoglienza.
