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Il punto sulla sanità. Prima classe in quarantena, test salivari per mille alunni, ambulatorio pediatrico e tanti lavori al Murri

22 Settembre 2021

di Francesca Pasquali

FERMO - Mentre il Comitato per la sanità del Fermano chiede ai sindaci di battere un colpo e il direttore dell'Area vasta 4 è tra i 38 candidati a prendere il posto di Lucia Di Furia alla guida dell'Agenzia regionale sanitaria, il “Murri” potenzia il reparto di Rianimazione. Per adesso, dieci letti di Terapia subintensiva. Poi, altri dieci di Terapia intensiva.

A lavori finiti, il reparto guidato da Luisanna Cola avrà venti letti di Terapia intensiva e dieci di semintensiva. Decisivi nel caso la pandemia si riacutizzi, ma anche per tenere giù, a livello regionale, il rischio di cambiare colore. Cantiere chiuso, invece, a Porto San Giorgio dove, dopo nove mesi, sabato sarà riaperta la Rsa. Il 4 ottobre i dipendenti del “Murri” potranno tornare a usare la mensa, chiusa da un anno e mezzo.

Il mese prossimo partirà anche l'ambulatorio pediatrico di Santa Petronilla. Una boccata d'ossigeno per genitori e piccoli. A Sant'Elpidio a Mare, invece, sono partiti i lavori all'ex ospedale. Dalla prossima primavera, ci andranno dieci medici di base che gestiranno la struttura con venti letti di cure intermedie.

La sanità fermana è ancora sotto la lente del Comitato spontaneo nato qualche mese fa. Dopo aver incontrato il direttore dell'Av4, Roberto Grinta, e aver chiesto l'apertura di un punto d'ascolto per gli utenti al “Murri”, adesso puntano il dito contro i sindaci. Colpevoli, a loro dire, di non fare abbastanza a difesa del territorio.

«Tranne qualche rara eccezione, nessuno è mai passato al pronto soccorso per vedere com'è la situazione o all'accettazione. Ma lì non ci sono applausi da prendere», rimbrottano Giuseppe Diomedi, Tania Gallucci e Bruno Nepi, i tre volti del comitato.

Partirà intanto, nei prossimi giorni la somministrazione delle terze dosi ai pazienti ultrafragili. Trapiantati, dializzati, immunodepressi e pazienti oncologici e oncoematologiche che saranno chiamati dall'ospedale e faranno il vaccino in reparto, come per le prime due dosi. Con la terza dose, chiuderanno il primo ciclo vaccinale che, per gli ultrafragili, è di tre somministrazioni. Per gli altri, a partire dagli ultraottantenni e dal personale sanitario, è prevista una dose “booster”: una terza dose che, però, non è ancora chiaro quando comincerà a essere somministrata.

In settimana, partiranno i test salivari nelle scuole “sentinella” del Fermano. Primarie Sant'Andrea, a Fermo, e Salvadori, a Porto San Giorgio, e secondarie di primo grado di Torre San Patrizio e Campofilone le scuole che faranno da apripista. In tutto, nel Fermano, sono tredici, per un totale di 999 studenti, tra elementari e medie.

All'inizio saranno due infermieri dell'Asur a fare i tamponi salivari, forniti dal Sistema sanitario nazionale. Poi, toccherà agli studenti che li faranno a casa e li porteranno a scuola per essere analizzati. Si cerca, così, di tenere sotto controllo la circolazione del virus nella fascia d'età esclusa dal vaccino. Ma, a una settimana dal ritorno a scuola, il Fermano registra già la prima classe in quarantena. Il 5D dell'indirizzo Economico-sociale del Liceo delle scienze umane “Caro”. Ventisette studenti in isolamento da venerdì, quando una loro compagna è risultata positiva. I vaccinati stamattina faranno il tampone e, se sarà negativo, domani potranno tornare a scuola. I non vaccinati, per fare il test, dovranno aspettare sabato.

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