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Il presidente Acquaroli: "Ecco perché ho vinto. Ora cambiamo marcia su economia e ricostruzione"

28 Settembre 2020

FERMO – “Restituire una possibilità e maggiore equilibrio nella gestione dei rapporti tra entroterra e costa, il lavoro, il futuro dei giovani e la ricostruzione”. Idee chiare per Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche. Mentre procede il Tetris della Giunta, con il nodo Fermano da coprire, in pole Jessica Marcozzi e Mauro Lucentini, spiega le ragioni della sua vittoria.

“Dopo tantissimi anni, i marchigiani hanno votato per una discontinuità: tante le problematiche irrisolte, dalla ricostruzione al taglio dei servizi sanitari, al ritardo infrastrutturale, la crisi occupazionale. Credo che il nostro progetto, la voglia di rimettere in discussione una capacità anche di reazione della nostra Regione davanti a questa crisi, che addirittura la Comunità Europea ci definisce una Regione in transizione, ha portato a una svolta epocale che ci responsabilizza molto rispetto a tutte queste questioni nevralgiche e fondamentali per il futuro”.

Acquaroli è stato intervistato da Sky Tg24. “Dobbiamo usare meglio le risorse, in particolare nell’agricoltura. Abbiamo una difficoltà delle nostre imprese nell'internazionalizzazione, nell'innovazione tecnologica, nella fase di digitalizzazione, che sono elementi essenziali”.

Sa di non poter agire sul costo del lavoro, come chiesto dalle imprese, ma ha soluzioni alternative: “Se vogliamo rendere competitiva la nostra economia, possiamo intervenire cercando di rendere efficienti i processi produttivi, di internazionalizzare i prodotti, cercando di intervenire anche sull'accesso al credito non avendo più, dopo la vicende legate a Banca Marche, un istituto di credito autorevole di territorio. Questo è un problema per tutti, sia per l'accesso ai fondi europei sia per il sostegno delle nostre piccole e medie imprese”.

Inevitabile parlare di ricostruzione post sisma: “Il danno che si sta creando non sburocratizzando o semplificando è enorme, dobbiamo cercare di rendere fruibili le norme a tutti, anche ai tecnici privati, per garantire a chi ha le carte in regola di poter ricostruire. Inizia a serpeggiare un sentimento di assoluto scoraggiamento, arrendevolezza davanti alla situazione. In tanti stanno scappando perché a 4 anni di distanza non vedono la possibilità di ricostruirsi una vita - aggiunge Acquaroli - Si pensi al danno economico che ne consegue: tutte quelle che erano attività artigianali, commerciali, le potenzialità turistiche e dei servizi che erano in quei territori e si stanno perdendo. Dobbiamo mettercela tutta, la Regione certo, ma anche il governo centrale e il Parlamento". 

Punterà sull’unità, sul senso di comunità. "Solo così possiamo rilanciare un sistema che oggi sta subendo una crisi che rischia di cancellarlo per come lo abbiamo conosciuto. Il primo grande obiettivo è rimettere la nostra comunità nelle condizioni di essere consapevole delle proprie potenzialità e di lavorare al rilancio di questo modello, restituendo a ogni territorio la sua funzionalità, la sua dignità e la sua capacità di reagire a quella che è la sfida che quest'epoca ci impone”.

r.vit.

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