
FERMO - Un flusso continuo, un gruppo dietro l’altro per poter assistere al presepe vivente di Fermo. Il primo con la regia di Gabriele Claretti. Uno spettacolo unico che non si è voluta perdere neppure Silvia Luconi, sottosegretaria del presidente Francesco Acquaroli, accompagnata dall’assessore regionale Paolo Calcinaro. Con loro anche il sindaco Mauro Torresi e l’assessora alla Cultura Micol Lanzidei.
Fin dall’inizio si nota la differenza dal passato: non ci sono più lettori negli angoli delle cisterne romane. Il presepe ha cambiato passo, nel senso che i gruppi di spettatori seguono letteralmente gli attori e in particolare l’arcangelo Gabriele (Mirco Abbruzzetti) che è il filo conduttore della storia, totalmente incentrata sulla ‘parola’, nel senso più profondo del termine.
Confermati i banchetti, perché arti e mestieri non cambiano, più animato il mercato, proprio perché recitato. Il presepe vivente è un po’ teatro dell’arte in cui lo spettatore diventa parte fisicamente con i suoi movimenti, visto che molti degli attori, coinvolgnde Paolo Rocchi nella sua parte, passano in mezzo alle persone, per aumentare la dinamicità della rappresentazione.
Dietro tutto c’è la Cavalcata dell’Assunta, con alcuni dei suoi priori protagonisti nella scena con Erode, e i vicepresidenti vigili da dietro le quinte per supportare in caso di bisogno la macchina di Claretti. Che in scintillante costume rosso accoglie i visitatori all’inizio e poi li lascia alla bravura del suo staff, con tanto di monologo finale dell’arcangelo che si spoglia delle ali e torna semplice attore.








“Tante le persone che collaborano dalle contrade alle compagnie, dai figuranti alle corali, che tra l’altro con la loro melodia hanno reso magica l’ultima scena con la presentazione di Gesù. Questa è un’edizione che definirei immersiva” sottolinea Claretti alla fine del giro di un gruppo. “Lo spettatore guarda e si sente presepe. Il testo originale scritto da Valentino Eugeni ha reso lo spettacolo itinerante. Guardandolo – aggiunge – già sto pensando a migliorie per aumentare ancora di più l’attenzione degli spettatori all’interno delle cisterne, che da sole valgono la presenza”.
Soddisfatto il sindaco Mauro Torresi, delegato anche alla Cavalcata negli anni di Calcinaro: “Un’edizione particolare, più partecipata e soprattutto recitata rispetto al passato. Non è più bella o più brutta, ma diversa. Di certo più coinvolgente. Aver puntato sulla scelta attoriale è promossa, fa davvero vivere la nascita di Gesù”.
Un Torresi che si gode il Natale che funziona: “Abbiamo avuto grandi feedback, anche a Capodanno. Di certo un format che proseguirà, speriamo con noi per i prossimi cinque anni. Ma chiunque ci sarà partirà da un vantaggio, quanto fatto in questi anni”.
Colpita è rimasta la stessa Luconi, oggi sottosegretaria ma presto assessora al Turismo, che ha seguito il gruppo dal primo all’ultimo passo: “Questo presepe vivente è uno dei più suggestivi della Regione. Diversa, perché è un vero spettacolo teatrale che racconta però storia e tradizione”.
La prima volta nelle cisterne romane per la sottosegretaria è così indimenticabile: “La storia diventa turismo, che va declinato in più modalità. Il turismo è una macchina che cammina da sola, ma ben guidato crea punti d’interesse d’eccezione. E Fermo con le sue cisterne ne è un esempio, l’amministrazione ha lavorato bene negli anni e una iniziativa diventa un esempio per tutti. Sta a noi valorizzare sempre più la ricchezza della regione, che cresce come turismo in ogni suo angolo”.
