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Il premier Conte rassicura: "La scuola parte in presenza". La Azzolina: "60mila supplenti assunti nel fine settimana"

9 Settembre 2020

FERMO – Tutti a scuola e in presenza. Questo dice il premier Giuseppe Conte, sapendo però che di criticità ce ne sono eccome lungo lo stivale. Anche nelal piccola Fermo, dove bastano Montani e Scientifico per certificare che non tutti riusciranno a sedersi in u banco fin da lunedì 14 settembre.

Il presidente del Consiglio è sceso in campo a Palazzo Chigi con i ministri della Scuola Lucia Azzolina, della Salute Roberto Speranza e dei Trasporti Paola De Micheli per mettere fine allo stillicidio di indiscrezioni, anticipazioni, smentite. “Il Governo – sottolinea Conte - ha fatto il massimo, c’è stato un grande lavoro di squadra, e sono stati più di 7 i miliardi messi in campo finora”.

Nel suo lungo discorso si è rivolto agli alunni, ma anche a genitori e insegnanti. Agli studenti ha detto con sincerità che sarebbe una bugia sostenere che dal 14 sarà tutto meglio di prima ma pur non potendo escludere che ci saranno difficoltà e che potrebbe scattare la quarantena dell'intera class, “vi invito ad affrontare fiduciosamente l'anno scolastico, che sarà in presenza”.

Ai docenti ha ricordato che sono “un patrimonio inestimabile di competenza e responsabilità. Vi assicuro che faremo di tutto per valorizzare il vostro ruolo. Se medici e infermieri sono stati i primi in trincea ora voi diventerete il punto di riferimento a cui tutta la società guarderà per proteggere i ragazzi per costruire il loro futuro professionale”.

La ministra Azzolina, senza esitare, ha ammesso le difficoltà: “Ci attende un anno scolastico molto impegnativo, ci sono già stati alcuni casi di positività, ce lo aspettavamo. Vedete, oggi gli studenti senza aula sono 50mila, ma a giugno erano 1 milione, per via del metro di distanza da rispettare. Non significa che questi 50 mila studenti non andranno a scuola - ha puntualizzato Azzolina - ma ci sarà l'obbligo di indossare la mascherina”. Dati alla mano, ha spiegato che un istituto su tre ha avuto almeno un intervento, sono state ricavate oltre 5.177 aule in più e sono state 4.812 quelle ampliate, per un totale di quasi 10 mila aule.

La ministra ha anche aggiornato che nel week end verranno nominati 60 mila supplenti che non andranno in ruolo e che altre 70 mila nomine verranno fatte successivamente dai dirigenti scolastici. “Non è mai accaduto nella storia del Paese che i supplenti venissero tutti nominati all'inizio dell'anno scolastico".

Che cosa succederà se uno studente si contagia? "Non c’è un automatismo tra un caso di studente positivo e la quarantena dell'insegnante. Sarà il dipartimento di prevenzione territoriale a stabilire caso per caso. Alle scuole è stata raccomandata la massima cura nel cercare e trovare apposite soluzioni, tutte quelle percorribili, pur di non sacrificare lo svolgimento di momenti di aggregazione così importanti nella crescita individuale” prosegue.

La ministra De Micheli ha ricordato le linee guida concordate sul trasporto con scuolabus, pieni mai oltre l'80% e solo se il percorso sarà contenuto entro i 15 minuti. “L’Italia è un grande Paese, lo ha dimostrato, ed io sono convinto che lo sarà anche in questo altro passaggio che è la riapertura della scuola” ha ribadito il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ma crescono le preoccupazioni dei dirigenti scolastici: il ritardo nell'arrivo dei banchi, i lavori non terminati in molte realtà per l'ampliamento degli spazi, la mancanza di personale - sia docenti, che bidelli e personale delle segreterie - fa sostenere a molti presidi che sarebbe opportuno rinviare l'apertura delle scuole.

“Se le difficoltà non troveranno immediata soluzione, è oggettivamente difficile pensare che il termine del 14 settembre sia rispettato ovunque: è opportuno dunque valutare la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali” ha concluso il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.

@raffaelevitali

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