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Il piano pandemico di Acquaroli: il Murri è uno dei tre ospedali Covid. Personale, posti letto, Usca: ecco le nuove strategie

31 Ottobre 2020

FERMO – L’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini ha un obiettivo insieme con il presidente Francesco Acquaroli: rinnovare il piano pandemico regionale. È necessario, visto che i positivi crescono (502 su 1728 tamponi), come i morti, tre oggi, di cui uno al Murri, che ha appena aumentato iposti di terpaia intensiva. “Da qui alcune scelte per contrastare la diffusione del coronavirus rafforzando il piano, a cominciare dall’attivazione di strutture di tipo alberghiero finalizzate a rendere possibile le misure di isolamento sociale o di quarantena per chi ne avesse necessità”.

MURRI PER IL COVID

Nel definire le strategie, che prevede un aumento 200 posti tra terapia intensiva e sub intensiva nelle strutture esistenti, spicca la scelta delle strutture che Acquaroli definisce con “percorsi per pazienti Covid”. E tra queste, ecco il Murri di Fermo. Che quindi è destinato a tornare al centro dell’attività pandemica: “Pesaro, Ancona Torrette e Fermo. In queste strutture viene garantita la presa in carico completa del paziente Covid, assicurando – aggiunge evitando sicure polemiche - contemporaneamente le restanti attività assistenziali non procrastinabili”. Il che significa Murri blindato, anche se è l'unico nosocomio provinciale diversamente da quel che accade in altri territori, di nuovo con accessi iper controllati e senza visite per cercare di salvare i reparti e tenere lo sporco in poche aree.

Un primo atto di indirizzo che racchiude sia una visione strategica sia gli interventi approntati dal nuovo esecutivo nelle prime due settimane di attività. “Siamo arrivati ed è riesploso il fenomeno pandemico. E così – spiega Acquaroli – abbiamo verificato gli strumenti approntati nel precedente mandato consiliare, affinché risultino congrui e più puntuali con le esigenze attuali, senza intaccare il contenuto essenziale del Piano Pandemico per evitare confusione nella fase operativa quotidiana da parte degli operatori sanitari”.

SISTEMA TERRITORIALE

Gli assi su cui lavorare sono definiti: potenziare l’assistenza territoriale e domiciliare in modo da non far sentire solo nessuno, soprattutto chi ha bisogno di cure. “Lo abbiamo detto, il problema non sono le scuole, non sono le attività sportive, non sono i ristoranti o le palestre. Il problema esiste nella fragilità del sistema sanitario, della medicina del territorio, della medicina della prevenzione e nel trasporto pubblico locale. E proprio perché consapevoli di queste fragilità, l’unico strumento che abbiamo è cercare di prevenire il più possibile, riducendo le occasioni di contagio e i comportamenti che possono favorirlo” ribadisce giustificando la scelta della Dad al  100% per le Superiori. Che poi totale non è, anzi, visto che prevede la presenza per i Bes, per chi ha problemi di connessione e per le verifiche, che se verranno davvero pianificate potrebbero prevedere un via vai continuo tra i banchi.

“Siamo al lavoro per implementare le reti sanitarie e territoriali, l’arrivo in ospedale deve avvenire solo quando necessario. Dai dati riportati nel Piano pandemico, risulta che il rapporto positivi/testati è passato dal 9,7% (12-18 ottobre) al 14,35% (19-25 ottobre). L’incidenza media al giorno da 141 casi (12-18 ottobre) a 216 (19-25 ottobre). L’indice Rt per la valutazione del rischio da 1,45 (5-11 ottobre) a 1,55 (12-18 ottobre)” prosegue Saltamartini che poi dà un dato allarmante: “Al 21 ottobre 2020, i posti letto in terapia intensiva risultavano 120, ponendo le Marche in 17a posizione rispetto alle dotazioni delle altre Regioni. Si sono registrati ritardi nella copertura dei 105 posti di terapia intensiva già autorizzati dal Governo e si è dovuto quindi avviare l’utilizzazione di parte della struttura allestita presso la Fiera di Civitanova, constatata la carenza attuale di posti letto”.

LE NUOVE STRATEGIE DI SALTAMARTINI

Nel mentre, ecco le zioni principali decide dalla regione: incrementare la dotazione giornaliera di tamponi (5000 molecolari, 1500 molecolari rapidi, 5500 antigenici rapidi), dotazione richiesta e confermata dal Commissario Arcuri;  rafforzamento della campagna informativa e educazionale sui comportamenti corretti da assumere, l’implementazione del sistema informatizzato regionale di raccolta e aggregazione dei dati clinici ed epidemiologici, il tracciamento dei contatti e la sorveglianza sanitaria tramite i Dipartimenti di Prevenzione, che dovranno essere potenziati; il potenziamento dell’attività vaccinale anti-influenzale per la quale, oltre alle già distribuite 294.300 dosi (rispetto alle 420.000 prenotate), sono state richieste al commissario ulteriori 310.000 dosi; l’implementazione dell’attività assistenziale sul territorio grazie anche alla dotazione di apparecchiature portatili per ecografie da effettuare sul territorio e anche a domicilio.

“La Regione sta lavorando per costituire delle centrali operative territoriali di coordinamento delle attività sanitarie e sociosanitarie ed anche per attivare un Numero Unico per le Emergenze” ribadisce.

Non da ultimo, la Giunta è impegnata nel potenziamento della rete ospedaliera e dei posti di terapia intensiva, prima di tutto con la riattivazione del Covid Hospital di Civitanova, che rappresenta un elemento strategico per evitare quanto più possibile la promiscuità nei reparti ordinari, e poi per il reclutamento di ulteriore personale specializzato per cui si stanno mettendo in campo diverse iniziative.

Si procede inoltre alla riorganizzazione delle attività nelle strutture territoriali, anche per garantire nei Pronto Soccorso dei percorsi di separazione e percorsi di accesso dedicati per sospetti Covid-19. Nel piano approvato dalla Giunta anche la possibilità di rimodulare l’offerta ambulatoriale se sarà necessario, la revisione degli accordi con il privato accreditato, la necessità di prevedere scorte di Dispositivi di Protezione Individuale DPI, materiale sanitario e apparecchiature per almeno 5 mesi e altre iniziative come

PIU’ PERSONALE SUL TERRITORIO

In caso di ulteriore peggioramento della pandemia sul territorio regionale è prevista la riorganizzazione dei percorsi dedicati presso le strutture ospedaliere di Senigallia/Jesi, Inrca di Ancona, Camerino/Civitanova e sezione distaccata di Macerata, San Benedetto del Tronto ed ex malattie infettive di Ascoli Piceno. In base all’ulteriore aumento delle necessità di ricovero è confermata la possibilità di attivare posti letto del privato accreditato a Villa dei Pini (Civitanova, per le acuzie), a Campofilone/Valdaso e Villa Fastiggi (Pesaro) per le post acuzie.

Ricoveri extra ospedalieri, per la durata dell’emergenza, saranno possibili presso le strutture di Fossombrone e Galantara (AV1), Chiaravalle (AV2) e Villa Maria di Fermo (AV4). Il Piano pandemico prevede, inoltre, il rafforzamento di alcuni servizi territoriali, come gli Usca e l’Assistenza domiciliare integrata, che necessitano di colmare la carenza degli equipaggi: sono state impartite direttive, attingendo nuove figure professionali (infermiere di comunità) e nuovi servizi (Centrale operativa regionale).

Raffaele Vitali

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