
ANCONA – “La nostra sconfitta? Ha radici profonde, paghiamo le ferite del passato”: l’analisi della segretaria del Pd Marche, Chantal Bomprezzi, dopo la debacle contro Acquaroli parte da qui.
Al suo fianco, dopo il rinvio dovuto alla finale di Coppa Davis, c’è Matteo Ricci, ex candidato tornato all’europarlamento. “Negli anni la destra si è radicata nei Comuni, anche laddove eravamo più forti. Il centrosinistra non è ancora percepito come alternativa di governo, e la coalizione non è matura” ha aggiunto la segretaria.
Che ha chiesto subito una cosa: “Unità”. Quella che invece sembrerebbe portare alla sua estromissione. Ma non è quanto emerso durante la direzione regionale. “La fiducia dell’elettorato si conquista nel tempo. A causa delle divisioni del passato, questo tempo di unità non è bastato. Per questo credo che dovremmo proseguire su questa rotta. Non esistono soluzioni rapide per problemi profondi” ha proseguito.
Peer poi blindarsi. “Non si può abbandonare la nave ora che serve la massima responsabilità. Non ci possiamo permettere nuove tensioni o contifici. Servono senso di comunità e condivisione e su questa strada rimango a disposizione del partito. Nessuno si senta escluso dalla responsabilità collettiva di una ripartenza. Servono unità e partecipazione attiva, ripartendo dal basso, ridando centralità ai territori, ai circoli, ai temi che contano davvero per i marchigiani”.
Alla fine di un lungo dibattito, si chiude la nota della segreteria, “la stragrande maggioranza degli interventi è stata a sostegno della riflessione della segretaria regionale”.
