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Il Pd cala il poker e detta le regole. Alessandrini: "Massucci candidato se non appoggia Calcinaro. E spazio per Terrenzi"

4 Luglio 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – Il poker del Pd è sul tavolo. Il 20 settembre si vedrà se sarà vincente o se il centrodestra si ritroverà in mano una scala reale. “I territori non hanno avuto dubbi sui quattro nomi. E così l’assemblea provinciale porta in regione quattro candidature fortissima” spiega fabiano Alessandrini, segretario Pd fermano e vice regionale.

I due uscenti confermati, Cesetti e Giacinti, più due donne: Pasquali e Illuminati. Cosa la rende fiducioso?

“Partiamo con largo anticipo rispetto a tutti gli altri, frutto di un lavoro serio. Il Pd è forte e pronto ad andare casa per casa e a organizzare assemblee”.

Alessandrini, chi è la Illuminati?

“Una forte candidatura in particolare per il capoluogo dove da tempo siamo in difficoltà. Avere una figura sanitaria che è in prima linea, una caposala apprezzata da tutti, è davvero un valore aggiunto in una città in cui si sfideranno figure importanti del territorio. E questo senza togliere nulla alle altre candidature”.

Gli uscenti restano i favoriti?

“Hanno un lavoro di cinque anni alle spalle, sono più conosciuti. Ma mai come questa volta abbiamo figure femminili di qualità e agguerrite. Due candidate fortissime, che non hanno pari”.

Riunione a Sant’Elpidio a Mare, che farà Alessio Terrenzi?

“È una risorsa e sarà candidato con una lista del centrosinistra e farà la sua parte”.

A rischio i voti del Pd con Terrenzi?

“Ne prenderà una parte, quelli più legati alla sua figura. Ma è un sindaco che è capace di raccogliere in ogni lato. È una candidatura che allarga”.

Con Terrenzi ci sarà anche Tano Massucci nella lista del presidente?

“Ancora non lo sappiamo. È uno dei dirigenti di Demos con cui c’è un accordo a livello regionale, poi se si candida lo vedremo. Bisogna capire come si muoverà su Fermo”.

Se Massucci sosterrà Calcinaro a Fermo, potrebbe essere messo in discussione?
“Secondo me sì, non è che si possono vivere situazioni contraddittorie”.

Ma lei pensa di vincere?

“Pensiamo di poter vincere e non lo diciamo per ottimismo, basta leggere la storia. Quando partiamo dietro, poi vinciamo”.

La Valdaso di nuovo fuori, amarezza?

“Ringrazio i territori. Sono felice che si sia scelto di puntare sulle candidature più forti, magari in posti dove il bacino elettorale è decisivo. Ogni parte del territorio ha dato prova di maturità. Poi chiaro che i candidati dovranno essere la garanzia per ogni zona della provincia”.

Chi è il partito avversario più forte nel collegio fermano?

“Difficile dirlo. Oggettivamente ruotano nomi di tanti candidati. Figure che non hanno nessuna novità, gente che, con rispetto, ha un excursus molto variopinto, tolto Andrea Putzu che ha un percorso lineare e coerente. Parliamo di ‘uno spettacolo di arte varia’ come diceva Paolo Conte. Quindi non temiamo nessuno”.

Neppure Di Ruscio vi preoccupa?

“E’ quello che ci preoccupa di meno sono curioso e penso che lo farà ancora di meno dopo la prima assemblea pubblica di Acquaroli quando dovrà parlare del bisogno della terza corsia con Di Ruscio al suo fianco. Aspettiamo con ansia questo evento”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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