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Il mondo si è fermato, la Tod's perde il 43%. Della Valle: "Taglio ai costi, più comunicazione e vendite online. Solo la Cina corre"

8 Settembre 2020

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Profondo rosso. Ma come dicono gli ottimisti, dal fondo si può solo risalire. E di ottimismo Diego Della Valle ne ha tanto. Solo che il suo non è dato dallo spirito, ma dal piano aziendale che ha di fronte agli occhi, cesellato giorno dopo giorno per contenere le perdite dovute alla pandemia.

Il Cda della Tod’s ha approvato la semestrale, che non può che essere segnata dal segno meno. E dire che a gennaio tutto sembrava diverso. “Avevamo avuto un buon inizio, con ricavi in crescita in tutte le regioni, poi il mondo è completamente e drasticamente cambiato, con l’arrivo del Covid 19” commenta Della Valle analizzando i dati. Che non si possono nascondere: -43,5% di ricavi.

“Noi abbiamo scelto all’inizio di proteggere la salute dei dipendenti e dei clienti, con la chiusura dei negozi e l’interruzione delle attività produttive. Purtroppo nel secondo trimestre i contagi in tutto il mondo hanno determinato un peggioramento del quadro, dato che quasi tutti i negozi sono rimasti chiusi per la maggior parte del periodo” prosegue mister Tod’s.

Ha provato a reagire la griffe di Casette d’Ete: “Abbiamo deciso di limitare le consegne di prodotto su entrambi i canali di vendita, per limitare il rischio di invenduto. Ci siamo ancora più concentrati sul canale e-commerce, che sta crescendo molto bene, ci sta dando ottimi risultati e ci permette di raggiungere anche molti nuovi clienti. Nelle ultime settimane stiamo vedendo incoraggianti segnali di ripresa, in particolare in Cina (in calo del 33%), dove stiamo registrando tassi di crescita a doppia”.

Ma poi ci sono Europa e America (-53) ai minimi: “Due mercati penalizzati dall’assenza di turisti. Per questo siamo già proiettati al 2021, seguendo il nostro piano strategico di medio termine, mantenendo una rigida politica di attenzione ai costi e di efficientamento, che ci sta dando buoni risultati. Per il resto, siamo convinti che il nostro gruppo abbia tutte le caratteristiche e gli strumenti necessari per superare questa eccezionale crisi e tornare a crescere, grazie soprattutto al grande rispetto che i nostri clienti fedeli hanno per i nostri marchi e per l’eccellente qualità dei prodotti e grazie alla solidità patrimoniale che da sempre ci caratterizza”.

Per sopperire a un calo di afflusso fisico, la Tod’s prosegue l’investimento nella comunicazione digitale: “Così siamo certi di intercettare un mondo di nuovi consumatori, che non abbiamo ancora raggiunto. Saranno infatti i nostri esperti a portarci la crescita che ci aspettiamo, quando i mercati si normalizzeranno”.

Tornando ai numeri, nei primi sei mesi del 2020, il fatturato consolidato del gruppo ammonta a 256,9 milioni di euro, -43,5%. “Il Covid che nel primo trimestre aveva segnato l’area della Great China ha poi segnato il secondo trimestre. Tanto che nei mesi successivi i ricavi sono stati di 104,1 milioni di euro, in calo del 56,3% rispetto allo stesso periodo del 2019” prosegue.

Negozi chiusi a lunghi, pian piano le riaperture, iniziando con la Cina nella seconda metà di marzo. In Germania i negozi sono stati riaperti a fine aprile, in Francia e in Italia a metà maggio, in UK e negli Stati Uniti a metà giugno, anche se, in questa regione, la crisi dovuta alla pandemia è stata ulteriormente aggravata dalle tensioni sociali interne.

“Il culmine della pandemia si è verificato, quindi, nel secondo trimestre dell’anno; infatti, per l’intero mese di aprile e la prima metà del mese di maggio il 53% dei punti vendita è rimasto chiuso. Al 30 giugno 2020, il 78% dei negozi era aperto regolarmente, il 16% era aperto ad orario limitato ed il 6% era ancora chiuso. Al 31 agosto 2020, il 75% dei negozi era aperto regolarmente, il 24% era aperto ad orario limitato e l’1% era ancora chiuso” ribadisce Diego Della Valle che ha gestito in maniera iper sicura anche la produttività aziendale.

Prima sospensione dal 12 marzo al 4 maggio, poi graduale ripartenza e l’attivazione del remote-working per le funzioni non operative degli uffici regionali e della sede centrale. “Non abbiamo agito solo sul sistema di vendita, il Gruppo ha messo in atto diverse attività di controllo dei costi operativi, come riduzione e rinvio delle spese di marketing, rinegoziazione degli affitti, utilizzo dei sussidi governativi a sostegno delle imprese, riduzione volontaria dei compensi da parte dei membri del Comitato Esecutivo e – conclude il patron - dell’alta dirigenza, fino ad arrivare a una selezione degli investimenti”.

@raffaelevitali

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