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Il Micam è la fiera del rinascimento: ventimila buyer tra i corridoi. "Oltre ogni aspettativa". E si può ancora migliorare

21 Settembre 2021

di Raffaele Vitali

MILANO – Insieme si rema meglio. Lo sanno bene gli organizzatori di Micam, Mipel, the One (più Homi a parte). Il loro #restarttogether ha funzionato. Lo dicono i numeri: in tre giorni a Milano si sono registrati 22.274 operatori, “oltre ogni previsione” confermano i vari Ad, che si sono mossi dentro gli stand delle 735 aziende presenti.

“Si tratta di appuntamenti che, con l’aggiunta di Lineapelle, dimostrano l’importanza di fare sistema e la centralità delle fiere per far ripartire un comparto produttivo determinante per il Paese” sottolinea l’amministratore delegato di Fiera Milano Spa, Luca Palermo.

Nessun dubbio per operatori e buyer, il ritorno in presenza, oltre a facilitare gli scambi, ha ridato serenità a tutti, perché toccare qualcosa è diverso dal guardarlo e basta. La parola chiave, lanciata dal ministro Giorgetti, è confermata dalla chiusura: rinascimento.

“I veri protagonisti sono stati gli espositori che hanno creduto ancora una volta nella manifestazione. Vedere nei loro occhi la luce e l’entusiasmo di chi finalmente sta cominciando a mettersi alle spalle una congiuntura difficile non ha prezzo. Micam è un perno della ripresa anche commerciale in Italia e nel mondo” commenta Siro Badon, numero uno di Assocalzaturifici.

Che debba esserci fiducia lo dicono anche le statistiche dell’export, che per molte aziende significa il 90% del fatturato: “Dopo la crisi del 2020, nel primo semestre sono in aumento sia la produzione industriale (+13%) sia il fatturato (+22%), oltre che la spesa delle famiglie italiane (+17,4%) e l’export (+31,5% in valore)”.

Non poteva che essere così dopo il lavoro fatto negli ultimi mesi all’interno delle fabbriche, dove non è mai venuta meno la voglia di sperimentare, puntando su nuove soluzioni di design, nuovi materiali, nuove forme e colori. Per Wgsm, tre le macro tendenza per il mondo femminile, che è il vero traino del settore calzaturiero: Resourceful, ovvero prodotti che riducono l’impatto ambientale con i colori della vegetazione, che si presentano naturalmente vividi; Connected, che significa unire tecnologia e spiritualità, passando dal rosa chiaro al verde; Euphoric Contrasti che parla ai giovani fuori dal comune che abbina il minimalismo ai colori psichedelici.

Certo, tutto è migliorabile. Come sanno bene il braccio destro e sinistro di Siro Badon, ovvero Tommaso Cancellara e Paolo Borghini, che hanno pianificato la fiera al meglio, collaborando con i territori, ad esempio le Marche per la presenza del ministro Giorgetti all'inaugurazione, e l'Eruopa, affidandosi a una folta delegazione di giornalisti stranieri.

Già da domani si ragionerà sull’orario di chiusura della fiera, visto che diversi espositori hanno chiesto di prorogarlo, andando oltre le 18 attuali. Così come si penserà a una strategia, anche comunicativa, per far sì che il terzo giorno sia totalmente operativo e non letto come giorno di uscita (vedi il quarto delle precedenti edizioni, ndr). Ma la formula ridotta funziona, era chiesta da anni dagli imprenditori, che in ogni caso a febbraio torneranno a Milano per quattro giorni, dal 20 al 23.

Mipel dentro il padiglione 1 ha portato glamour e dettagli di moda, oltre che i campioni dello sport reduci da Tokyo 2020, Olimpiadi e Paralimpiadi. È soddisfatto il presidente Franco Gabbrielli: “Risultati superiori alle aspettative. Il clima di rinascimento che si respira in Italia è entrato in fiera”. Uno spirito che ritorna domani a Lineapelle con il debutto del Mipel Lab, un progetto innovativo che unisce il mondo dell’accessorio a quello che detta le tendenze degli anni a venire.

 Quella del “più alto delle aspettative” è un refrain comune di ogni stand. Non è più tempo di illusioni, di certo chi è entrato dentro i padiglioni, in veste di cliente, sapeva bene cosa fare. Qualcuno ha anche provato a chiedere riassortimenti veloci per l’invernale, non avendo avuto il coraggio di ordinare prima durante i mesi difficili. Ma è dal 2022 che tutti immaginano la vera ripresa. E in questo il Micam sarà ancora di più il punto di riferimento.

@raffaelevitali

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