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Il 'Malvatani day' è arrivato: la candidata sindaca di Fermo si presenta. Tra le priorità, un centro per disturbi alimentari

14 Marzo 2026

FERMO – “Sarà l’occasione per fare una conoscenza reciproca, ma soprattutto per un dibattito aperto sulla Fermo del futuro, secondo la volontà dell’intera coalizione del centrosinistra che fin dall’inizio dell’esperienza elettorale, oltre a mostrare una profonda unità d’intenti, ha messo in primo piano l’ascolto, il confronto e la ricezione delle proposte dei cittadini e delle realtà economiche, sociali e culturali locali per integrare e completare il programma amministrativo”. Descrive così Angelica Malvatani l’appuntamento di domain mattina, domenica, alle 10 al centro sociale Caldarette Ete.

Porte aperte i cittadini che potranno fare domande, oltre che ascoltare i pensieri di chi si presenta per dare ‘una nuova storia’ a Fermo. Malvatani guida la coalizione di centrosinistra composta da ‘La città che vogliamo’, Pd, Italia Viva, AVS, Rifondazione Comunista e Movimento 5 Stelle.

“Andare ad ascoltare i nostri concittadini – ribadisce Angelica Malvatani – è una scelta che facciamo fin da adesso e che manterremo soprattutto dopo le elezioni, portando davvero la Giunta e il Comune nei quartieri e tra la gente”.

Un punto però del programma la candidata lo chiarisce subito, proprio in occasione della giornata dedicata ai disturbi del comportamento alimentare. “L’obiettivo è quello di costituire una rete integrata che parta dalla presa in carico clinica nel Centro Dca (Disturbi comportamento alimentare) dell’Ast di Fermo e arrivi fino alla quotidianità del paziente con una struttura innovativa di ‘Residenzialità di supporto alle famiglie’ gestita in co-progettazione con l’associazione Fada (Famiglie a sostegno dei disturbi alimentari)”.

Sarebbero tre i livelli di intervento: potenziamento del Centro Dca, raccordo territoriale e familiare,  residenzialità con la ‘Casa delle farfalle’. “Quest’ultima costituisce la vera sfida e il fiore all’occhiello del progetto, in quanto non sarà una clinica psichiatrica, ma una casa a dimensione domestica all’interno dell’attuale ‘Murri’, una volta che l’ospedale sarà trasferito a Campiglione, o in un altro luogo espressamente individuato. La struttura accoglierà i ragazzi/e in fase sub-acuta, offrirà periodi di stacco dalle famiglie per alleggerire il ‘peso’ a carico dei parenti, facilitare un ponte tra il ricovero ospedaliero e il rientro a casa”.

Un luogo dove realizzare laboratori di cucina terapeutica e spesa assistita, momenti espressivi di arte-terapia, attività teatrale e un supporto di studio assistito per non perdere il contatto con la scuola. “I risultati attesi sono: riduzione dei ricoveri ospedalieri inappropriati e calo delle cronicità; far diventare le famiglie non più vittime della malattia ma alleate terapeutiche competenti: creare un ‘Modello Fermo’ integrato pubblico-privato sociale esportabile in altre province e regioni. La proposta – conclude la giornalista che vuole diventare sindaca del capoluogo - prevede il coinvolgimento dell’Ast, capofila clinico, dell’associazione Fada, partner fondamentale per il supporto ai parenti dei pazienti, del Comune di Fermo, per il contributo sociale e socioassistenziale, e delle fondazioni locali, come possibili enti finanziatori”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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