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Il drappo bianco della legalità: i sindaci ricordano Falcone. "Oggi i giovani non temono la mafia"

23 Maggio 2020

A Palermo, il silenzio è stato rotto da una tromba che ha suonato, per un lungo minuto davanti all’albero falcone di Palermo dopo che erano stati letti i nomi dei giudici e degli agenti di scorta ucciso a Capaci e via D'Amelio è stato suonato il silenzio.

In tutta Italia, invece, alle 17,57 uno striscione bianco è stato esposto dalle finestre dei municipi. A cominciare da quello guidato da Maurizio Mangialardi, presidente Anci Marche, che indossando la fascia tricolore ha osservato un minuto di silenzio. Il flash mob dei sindaci è avvenuto nel minuto dell'attentato costato la vita al magistrato antimafia Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. “È un momento molto importante per non dimenticare chi ha dato la vita per lo stato e per la legalità come il giudice Falcone e la sua scorta, ma anche Paolo Borsellino il 19 luglio dello stesso anno, uomini giusti la cui memoria va preservata e tramandata ai giovani” spiega Mangialardi.

Come lui tuti i capoluoghi di provincia, a Fermo il sindaco Paolo Calcinaro lo ha esposto in anticipo essendo impegnato in Consiglio comunale. A Porto San Giorgio, invece, Nicola Loira è sceso in strada con due agenti della Municipale. Ad Amandola, Adolfo Marinangeli sul lungo balcone ha esposto un tricolore e lo striscione con scritto ‘Giornata della legalità’.

A Sant'Elpidio a Mare Alessio Terrenzi ha scelto “di rispettare il minuto di silenzio insieme alla Polizia municipale e alle due realtà rappresentative del volontariato sociale, particolarmente impegnate nella gestione dell'attuale emergenza sanitaria: la Croce Azzurra e la Protezione civile. È anche a loro e al personale sanitario che è dedicata questa giornata, su precisa indicazione di Maria Falcone. La silenziosa celebrazione si è svolta davanti alla caserma dei Carabinieri della nostra città, perché questa valorosa forza armata ha pagato con il sacrificio di vite umane la sua lotta quotidiana per la legalità contro la mafia”. Lenzuolo a Porto Sant'Elpidio.

A Monsampietro Morico la sindaca Romina Gualtieri ha avuto al suo fianco il questore Soricelli e il comandante della compagnia di Montegiorgio. Ma non solo, perché anche alcuni bambini con le famiglie hanno preso parte alla cerimonia all’interno del parco Falcone e Borsellino: “In questo significativo giorno, in cui ogni anno vivevamo insieme alle scuole la giornata della legalità, abbiamo condiviso una riflessione nel vivere straordinariamente l'ordinario nonostante le numerose prove che la vita ci presenta (sisma, Covid, eccezionale grandinata), riscoprendo la forza di reagire sempre, rimanendo uniti e vicini nello spirito di servizio al popolo, compiendo il proprio dovere qualunque sia il sacrificio da sopportare costi quel che costi, così diceva Falcone: in ciò sta l'essenza della dignità umana". 

Drappo bianco anche nel palazzo della Regione Marche, come richiesto da Maria Falcone, sorella del magistrato simbolo della battaglia contro la mafia. “Siamo qui per confermare l'impegno delle istituzioni nel contrasto ad ogni forma di criminalità. Questo nella consapevolezza che Giovanni Falcone, come Paolo Borsellino, hanno fornito con il loro esempio una spinta fondamentale alla riscossa civica e morale del Paese. Oggi i giovani – conclude il presidente dell’assemblea legislativa Antonio Mastrovincenzo - i giovani guardano alla mafia non più con la stessa rassegnazione del passato e mettono in campo nuove e significative energie per combatterla. Spetta a tutti noi proseguire lungo la strada dell'educazione alla legalità, coltivando la memoria di chi, attraverso le proprie azioni e sacrificando la vita, ha saputo difendere le regole della convivenza civile e democratica, ispirata ai valori della nostra Costituzione”.

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