
FERMO – C’era una volta l’asciugamano appoggiato sull’erba con sopra due giovani studenti con libro in mano. È una delle classiche immagini vissute da chi, prima del maxi cantiere in corso per l’ascensore, era solito passeggiare all’arrivo del primo caldo tra i grandi alberi del Girfalco, il parco che domina Fermo.
Stando al progetto presentato dall’amministrazione comunale, difficile rivedere ancora quei due giovani così posizionati. E questo, come tanto altro, non piace al Il Coordinamento Ambientalista di Fermo che include Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Demos.
Il progetto, approvato in Giunta, vale 1,2 milioni di euro. Durante la presentazione, nella sala convegni dell’Astoria, grande è stata l’attenzione. Il Comune ha messo in campo i suoi vertici, dall’assessora Ingrid Luciani al progettista Nazzareno Petrini, dal responsabile del procedimento Giacomo Torresi al dirigente Alessandro Paccapelo. Slide dopo slide hanno mostrato l’idea di parco che vogliono realizzare.
Ma slide dopo slide emergevano anche dubbi tra gli ambientalisti che hanno anche lamentato uno scarso coinvolgimento della cittadinanza, non solo delle associazioni.

“Per quanto riguarda le aiuole intorno alla fontana, saranno inseriti un cordolo in corten e una siepe per impedire l’accesso al prato, e questa scelta inibirà la fruizione di ampie sezioni del parco da parte specialmente dei giovani” spiegano gli ambientalisti.
Sottolineando che il corten è tra l’altro un materiale che può danneggiare la vegetazione. Dal Comune sono arrivate su questo ampie rassicurazioni.
Recinzione anche degli spazi che circondano il grande cedro, con aiuole, inibite alle persone, attorno a ogni pino. “È previsto un percorso pedonale ellittico, con due tagli trasversali realizzati con una pavimentazione drenante in graniglia di marmo per recuperare, come affermato dal progettista, una tecnologia degli anni ‘60” prosegue il presidente di Italia nostra, Trentuno, a nome dei colleghi.
Qui i dubbi sono sempre legati alla riduzione di spazi utilizzabili e calpestabili da parte dei cittadini, ma anche dall’uso dei materiali al posto della ghiaia, che invece segue le radici.
E proprio la pavimentazione drenante, 1700 metri quadri, è la cosa che convince di meno: “Non durerà e avrà seri problemi con le radici, oltre che con il passaggio delle auto che verrà ancora consentito” ribadiscono, aggiungendo che mancano anche i bagni pubblici nel piano comunale.
“Quello che davvero troviamo inaccettabile è la diminuzione degli spazi calpestabili, quindi vivibili. I prati saranno non percorribili, è un parco che non tiene conto di famiglie con bambini. Tra l’altro non si è fatto uno studio approfondito neppure delle panchine, si sa solo che verrà eliminata quella circolare attorno al cedro”.
Ulteriore appunto è legato al viale che porta al duomo: “Non viene rivisto, si lascia l’asfalto quando si sarebbe potuto scegliere una pavimentazione più adatta al contesto”.
Insomma, tanti dubbi e soprattutto amarezza per un mancato coinvolgimento del coordinamento e della città stessa, che si trova di fronte a un percorso ormai avviato, e forse non più modificabile, visto che il progetto è stato già approvato in Giunta e il mese scorso è partita la procedura di gara a invito.
“Se fermiamo il progetto perdiamo i finanziamenti, valuteremo piccole modifiche” l’unica apertura che Trentuno attribuisce all’assessora Luciani.
