
di Raffaele Vitali
FERMO – Sala del Belli gremita per la presentazione di Leonardo Tosoni, il candidato sindaco del centrodestra. “Una candidatura forte, con un’identità chiara. Tosoni è la scelta del centrodestra”, introduce Rossano Romagnoli.
Un esordio che segna anche un cambio di passo: “Da oggi la politica si prende il suo spazio. Abbiamo lavorato a testa bassa per costruire una coalizione”. Una presenza ampia, con amministratori, sindaci e assessori del territorio: “Fermo deve essere un vero capoluogo”.
Il candidato più giovane
A soli 30 anni, Tosoni è il più giovane candidato sindaco in campo. Un profilo che, secondo i sostenitori, ha avuto il merito di “rivitalizzare i partiti”, inizialmente messi in ombra dal civismo legato ad Paolo Calcinaro.
La coalizione si presenta compatta nei simboli, con un’assenza significativa: Forza Italia. “Il centrodestra è una famiglia – ribadisce Romagnoli – e da oggi si aggiunge anche la lista civica di Concetti, che diventa ‘Fermo al centro con Tosoni’”.
I vertici dei partiti
A sostenere Tosoni arrivano figure di primo piano: Elena Leonardi, Giorgia Latini e Guido Castelli, oltre a rappresentanti locali e ai “registi” politici Andrea Putzu e Andrea Balestrieri.
Per l’Udc, Catalini è netto: “Non ho dubbi, vincerà. Serve continuità tra Roma, Ancona e il territorio. Dove governa il centrodestra arrivano risultati”.
L’appoggio civico
Passo indietro, invece, per Concetti, inizialmente candidato: “Il mio è un atto di responsabilità. Grazie a Putzu per il lavoro fatto”. Sulla stessa linea Andrea Susino (Noi Moderati), acocmpagnato da Marco Marinangeli: “Siamo piccoli ma determinati, porteremo una plusvalenza”.
Lega e Fratelli d’Italia rilanciano
La Lega punta sull’entusiasmo del candidato: “Un giovane dimostra che ci si può unire su progetti veri”, afferma Latini, che sottolinea la “connessione con il governo nazionale” spiega l'onorevole Giorgia Latini spalleggiata da Alan Petrini e Mauro Lucentini.
Per Fratelli d’Italia, la senatrice Elena Leonardi non ha dubbi: “Tosoni è serio, preparato e capace di aggregare. Fermo ha perso attrattività per i giovani: vogliamo riportarla al centro”. Il partito della Meloni è copatto attorno a Tosoni, i vertici sono arrivati da Falerone a Porto Sant'Elpidio.
Castelli: “Serve la politica”
Tra gli interventi più attesi, quello del senatore e commissario alla ricostruzione Guido Castelli: “Sono qui per tre motivi: il primo è personale, perché conosco Leonardo da sempre, da quando era nella pancia della madre; il secondo è politico, perché credo che dopo una lunga esperienza civica sia necessario recuperare la grammatica della politica; il terzo riguarda il futuro del territorio”.
Nel suo intervento, Castelli non può evitare di parlare del sindaco uscente Paolo Calcinaro, oggi assessore alla Sanità, e lo fa utilizzando una citazione latina: “Amicus Plato, sed magis amica veritas – sono amico di Platone (Calcinaro), ma ancora di più della verità. E la verità oggi mi porta a sostenere Tosoni”.
Un passaggio che sottolinea il cambio di fase: dal civismo a un ritorno più marcato alla politica dei partiti. “Avrei auspicato l’incontro tra civismo e centrodestra, ho fatto quello che FdI mi ha chiesto: provare la riconciliazione. Non è andata, e sapete quanto io stimi Calcinaro. sono certo che la coalizione di Scarfini al ballottaggio sosterrà Leonardo, verranno a chiederci aiuto”.
Scatta l’applauso. Anche prima della notizia, che riguarda al costruzione di Fermo: “La città ha subito un torto restando fuori dal cratere. E io non guardo mai il colore politico per decidere o meno di finanziare un intervento. Ora ci sono opportunità concrete, come i fondi per l’auditorium San Martino, 2.7 milioni, con la gara che si chiude il 26 aprile. Ecco, Tosoni dovrà trasformare il possibile, che stiamo creando, in risultati”.
Tosoni: “Fermo protagonista”
È visibilmente emozionato quando prende parola Leonardo Tosoni: sguardo basso, sorriso delicato. Ma dura poco l'emozione, perché poi vince il desiderio di affermazione e la preprazione: “Ringrazio chi ha creduto in questa sfida. Siamo partiti per ultimi, vogliamo arrivare primi”.
Sul mancato accordo coni civici di Scarfini, è chiaro: “Non comprendo tutte le motivazioni, ma non farò polemiche. Nei prossimi 40 giorni parleremo di temi concreti”. Il concetto chiave è uno: “Fermo è un capoluogo ancora in costruzione. Deve diventare protagonista. I partiti non si possono nascondere, vanno riempiti di persone appassionate e competenti che mettono testa, gambe, cuore e idee che poi trasformano in azioni” prosegue.
Si ripromette di superare i personalismi. “Di certo mi confronterò anche con chi non la pensa come me. Fermo è la città della Carifermo, tra le banche più antiche d’Italia, delle scuole come Montani e il Caro, è la città del Conservatorio, ha una delle arcidiocesi più grandi, merita un ruolo vero”.
I temi del programma
Centro storico: “Senza servizi e socialità, il centro muore. La sede in Corso Cefalonia è simbolo di questa difficoltà. Il Belli è una luce, ma che fatica restare vivi. Senza servizi senza negozi, senza socialità, il centro muore”.
Sicurezza: “Servono presidi e vigili di quartiere, ma non bastano le forze dell’ordine, c’è il sociale”.
Viabilità: “Ci sono numerose sfide, inclusa quella del verde pubblico che merita attenzione anche a viale Trento. E poi Torre di Palme, il gioiello del turismo lasciato solo, che chiede almeno un ascensore per agevolare l’acceso dei turisti”.
Emergenza abitativa: “I fondi sono insufficienti, vanno incrementati subito”.
Sociale: “Il disagio economico e sanitario va affrontato con serietà, con il coinvolgimento delle varie realtà e intervenendo sotto più profili”.
Disabilità: “Più supporti e sensibilizzazione delle imprese, se ne parla troppo poco mentre ha un impatto su famiglie e società”.
Cultura: “Non solo eventi, ma valorizzazione del patrimonio. Le Cavalcate possono diventare un hub culturale. Bene le stagioni teatrali, ma mancano festival caratterizzanti e anche Fermo sui Libri non offre una libertà di pensiero come un capoluogo dovrebbe (dalla sala si alza ‘è per comunisti’ che fa sorridere i protagonisti, ndr)”.
Cita, guardando Guido Castelli, Giorgio La Pira: “Pane, lavoro e casa sono sacri. Non è marxismo, è Vangelo”. È un modo per far capire le priorità che avrà come sindaco.
Identità e visione
Tosoni rivendica una destra “inclusiva”: “Non siamo razzisti. Esistono molte sfumature nel nostro mondo. Bisogna includere e sapere quando reprimere”. E guarda alla città nel suo insieme: “Dobbiamo superare le divisioni tra centro e periferie. Vivo a Lido, ma sono di Fermo, dobbiamo rompere questa logica, siamo tutti fermani” prosegue.
Una sfida aperta
Il candidato riconosce la difficoltà della corsa: “Pensavo fosse più dura, ma abbiamo entusiasmo e idee. La differenza la farà la capacità di raggiungere le persone”. Non promette la bacchetta magica: La prima cosa che farò? Iniziare a studiare decine di faldoni che avrò sulla mia scrivania. Basta con le semplificazioni, bisogna affrontare la complessità”.
L’ultimo pensiero è per la proposta di Malvatani e Di Ruscio di tagliare le indennità di sindaco e assessori per dare fondi al sociale: “Non mi piacciono posizioni demagogiche. Il rispetto per la politica si costruisce con il lavoro, non con i tagli simbolici. Poi, il politico deve meritarsi il rispetto, ma questa è un’altra storia”.
