
FERMO – Senza sosta il lavoro di Eleonora Ferracuti e Germano Craia. Sono loro il grimaldello che apre porte e crea legami per promuovere l’Igp manifatturiero. Dopo quello della calzatura, che cresce nel suo coinvolgimento, ecco quello del cappello.
Si sono ritrovati in Provincia, che diventa l’hub istituzionale, imprenditori e associazioni di categoria fermane, in questo caso Cna e Confartigianato, non c’era Confindustria.
“Abbiamo firmato un protocollo d’intesa con le istituzioni per avviare ufficialmente l’iter della certificazione, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare la qualità di un prodotto che rappresenta un’eccellenza riconosciuta del Fermano” spiegano gli artigiani.
«Questo è un lavoro che nasce dalla sinergia e dalla collaborazione. Lavorare insieme significa creare un grande supporto e un valore aggiunto per tutto il territorio” ribadisce Ferracuti che in apertura ha ricordato l’imprenditore Tirabasso da poco scomparso.
Alla firma del protocollo hanno preso parte Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo (con il Vicepresidente territoriale Lorenzo Totò, il Presidente dell’Abbigliamento Paolo Marzialetti e il Responsabile del Settore Paolo Capponi), Cna Fermo (con il Presidente Emiliano Tomassini e il segretario Andrea Caranfa) e Claai (con il Presidente Maurizio Piergallini), oltre che amministratori locali tra cui il Consigliere regionale Andrea Putzu, il presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi e ovviamente la consigliera Ferracuti.
“L’ottenimento dell’IGP consentirà di certificare non solo un prodotto, ma un patrimonio di saperi, competenze artigianali e creatività nato e cresciuto in una circoscrizione territoriale storica e fortemente identitaria. È un’opportunità strategica per rafforzare la competitività delle imprese e valorizzare la moda come espressione autentica del nostro territorio” riprendono Totò e Tomassini.
Il protocollo verrà ora trasmesso al Ministero del Made in Italy, che avvierà il confronto con la Regione Marche per la successiva condivisione con il Parlamento Europeo, organismo incaricato della ratifica finale.
“Un lavoro che corre parallelo a quello con il distretto calzaturiero: parliamo di due pilastri del nostro tessuto produttivo. Valorizzare il nostro saper fare, il lavoro di più generazioni e la qualità di prodotti che ci fanno conoscere nel mondo è una responsabilità condivisa” conclude la consigliera provinciale Ferracuti.
