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Il bilancio di Interlenghi, l'ultimo sfidante: "Entusiasmo diventato delusione, ecco i 10 anni di Calcinaro a Fermo"

27 Dicembre 2025

FERMO – Cinque anni fa aveva avuto il coraggio di sfidare il favorito, e collega, Paolo Calcinaro. Cinque anni dopo, a pochi mesi dal voto che cambierà il consiglio comunale e la guida della città, con l'uscita di scena del sindaco diventato assessore in Regione, Renzo Interlenghi traccia un bilancio della sua attività e dell’amministrazione.

“Quando mi sono candidato, coinvolgendo 120 persone, giovani e meno giovani, sapevo di affrontare una lotta impari, ma è la democrazia, la stessa che genera i noi entusiasmo. Volevamo mantenere vivo il sentimento di coloro che, nel centrosinistra, vedono un lume di speranza per il miglioramento delle cose esistenti”.

Quale il risultato politico?

“Abbiamo costruito rapporti ed alleanze, sia con il gruppo dei 5 Stelle capeggiato da Stefano Fortuna, sia con coloro che, alla lunga, non hanno potuto fare altro che fuoriuscire dalla maggioranza, consapevoli che quel progetto civico, così come realizzato, era giunto al termine”.

Da consigliere di minoranza, come valuta il decennio Calcinaro?

“Un misto di entusiasmo e delusione. Ho spesso definito, quella in essere, “l’amministrazione delle meraviglie” perché, soprattutto grazie all’effetto dopante di una super esposizione mediatica, si è fatto apparire tutto molto bello, anche se così non è come è logico che sia. La forza propulsiva della prima consiliatura Calcinaro pian piano ha preso la strada della moderazione a scapito dello slancio iniziale”.

Meraviglie che hanno fatto crescere Fermo?

“La fotografia reale dice che la nostra Provincia è quella con il reddito più basso della Regione, che Fermo è scesa sotto i 36mila abitanti e hanno chiuso centinaia di attività commerciali. E poi non è stato risolto il problema della casa e della poca attrattiva verso i giovani”.

C’è chi l’accusa, inteso come minoranza, di non aver inciso. Cosa risponde?

“Ci sono i numeri. In 5 anni ci sono stati 45 consigli comunali, oltre 1000interventi da parte mia o del Pd, siamo stati presenti al 90% e abbiamo prodotto 28 interrogazioni, su tuti i tempi più importanti e 15 mozioni, una delel quali portò al consiglio comunale aperto sula sanità in cui l’allora assessore alla Sanità Saltamartini fece capire che non c’erano risorse per aumentare il personale. E poi abbiamo stimolato discussioni su Gabbiano, Lido di fermo, via Respighi, ex Sacomar e sicurezza”.

Ci sono state anche battaglie d’area come il salario minimo.

“Ci abbiamo provato, ci è stato risposto che la legge non lo consente. Ma in altri comuni è stato fatto. E poi il bilancio ambientale, anche qui un No poco motivato”.

Tante critiche, ma resta l’amministrazione delle meraviglie?

“Diciamo che ha saputo gestire l’ordinario, garantendo la sopravvivenza dei meno abbienti, con interventi mirati all’assistenzialismo (che crea forme di clientelismo) che non fanno evolvere le persone, perché le mantengono assoggettate ad una condizione di vita e sociale dalla quale non vengono aiutate ad uscire”.

Fermo capoluogo era il nome di una delle sue liste di supporto, come giudica il ruolo della città dopo dieci anni di Calcinaro?

“Avremmo voluto maggiore apertura al territorio della Provincia, invece il capoluogo appare ripiegato in sé stesso, senza che sia stata fatta un’analisi della crisi calzaturiera e della manifattura, delle difficoltà che affrontano la nostra agricoltura e il terzo settore. Isolamento provato dall’urbanistica, vissuta come gestione e parcellizzazione, senza visione”.

Qualche successo?

“Siamo stati vicini alla protesta degli abitanti di San Marco durante lo scontro sulla centrale biometano, ci siamo battuti contro la speculazione edilizia dei campi da tennis di Via Crollalanza, abbiamo scritto decine di comunicati stampa, incalzato l’amministrazione affinché si risolvesse la lunga questione di Via Respighi e tanto altro.

Stiamo aspettando che vengano trovati i fondi per una donazione di latte in polvere allo Stato di Cuba, afflitto dal gravissimo embargo economico imposto dagli Stati Uniti. Abbiamo manifestato per la piena attuazione della L. 194/78 e sostenuto le battaglie della Commissione per le Pari Opportunità dimessasi in blocco dopo la censura apposta all’opera “La Traviata” in chiave transgender, e molto altro”.

Si promuove?

“Siamo consapevoli che si poteva fare di più e meglio ma abbiamo fatto del nostro meglio nelle condizioni date”.

E ora?

“A prescindere dalle critiche di una certa sinistra, che invito a mettersi a disposizione, noi ci saremo per cerare di ridare a Fermo un governo autorevole, votato alla reale partecipazione nelle scelte amministrative, volto alla crescita sociale ed economica della città e al superamento delle situazioni di povertà, in grado di garantire a tutti una casa e un’occupazione minima”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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