
MACERATA – Da primo rettore straniero a primo rettore straniero presidente del Comitato regionale di coordinamento delle università marchigiane. Per John Mc Court ora sono finite le prime volte e con questa nomina conferma la stima dei colleghi per l’irlandese adottato da Mcerata.
La nomina segna il passaggio di consegne dall'ex rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori. Il Comitato riunisce i vertici degli atenei marchigiani, con la partecipazione istituzionale della Regione Marche e della rappresentanza degli studenti. È la sede in cui si condividono strategie comuni tra gli atenei e si rafforza il dialogo con le istituzioni regionali, promuovendo sinergie su didattica, ricerca, diritto allo studio e sviluppo del territorio.
“Un mio impegno – ha subito chiarito Mc Court – sarà quello di rafforzare il coordinamento, lo faccio con senso di responsabilità. Le Marche possono contare su quattro università solide, complementari e di qualità: un patrimonio comune che, se messo a sistema, aumenta la nostra capacità di attrarre studenti, talenti e risorse e rafforza il contributo alla crescita sociale, economica e culturale del territorio”.
Rettori che devono affrontare il calo demografico. “Non solo, anche la crescita incontrollata delle università telematiche e le difficoltà socio-economiche della regione richiedono una risposta corale e una visione condivisa. Le università sono una risorsa unica e strategica per lo sviluppo culturale, sociale ed economico delle Marche: dobbiamo lavorare insieme, in un dialogo costante con la Regione, con il mondo della scuola, con gli enti regionali, a partire da Erdis, e con la rappresentanza studentesca, per trasformare il confronto in risultati concreti”.
Le strade da intraprendere sono delineate: “Innovazione e digitalizzazione, inclusione, attrattività per le nuove generazioni, qualità dei servizi e diritto allo studio sono sfide comuni. E tra queste - conclude - rientra anche la mobilità: trasporti e collegamenti incidono direttamente sulla possibilità di frequentare e vivere l'università, soprattutto per chi è pendolare”.
r.vit.
