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I giovani sono la linfa dei borghi: Paje, il festival di Montappone che unisce generazioni

23 Luglio 2020

MONTAPPONE - “Paje è qualcosa di speciale: assume un significato ben più alto rispetto all'evento in sé; esprime infatti tutta l'energia e la voglia di combattere una condizione che, nostro malgrado, ci ha cambiato la vita in questo ultimo periodo”. Il sindaco di Montappone, Mauro Ferranti, ci crede e domenica vuole vede-re la gioia dei suoi concittadini, vuole respirare la curiosità dei turisti grazie all’impegno dei tanti giovani di Montappone che si impegnano per far vivere le tradizioni.

Paje è uno dei simboli dell’Italia minore, quella dei borghi, dei luoghi ricercati in questa era pandemica. “PaJe è un evento dedicato al grano ed al sapiente utilizzo della sua paglia, che quest’anno è rivolto a l’esperienza di natura, arte e cucina… partita dal filo di paglia” spiega Alberto Monachesi, anima di Tipicità, il festival del Made in Marche che ha inserito la giornata nel mondo del cappello all’interno del Grand Tour.

Un giardino naturale con vista mozzafiato, a partire dalle 20, si animerà di scene che raccontano la favola del grano scritta con l’operosità e l’ingegno di sapienti lavoratori, in perfetta armonia con questo microcosmo davvero speciale che fluttua tra tradizione e innovazione.

Novità è l’abbinamento cantastorie con antichi strumenti, “mentre i cicli del grano saranno sussurrati dopo il tramonto dai loro stessi suoni, con un’innovativa performance di soundscape”. Im-mancabili le trecciarole e lo spazio per prodotti “icona” delle aziende locali e anche alle antiche biciclette, alleate di altrettanti “mestieri” storici.

Il viaggio culinario avrà nel palazzo Ricucci il suo cuore, con l’utilizzo della ‘malletta’, storico con-tenitore per chi lavorava nei campi. E poi lo streetartist Cowarte, il jazz e l’orchestra d’archi Sinfo-nietta Gigli di Recanati.

“Il vero valore aggiunto sono i giovani di Montappone che hanno saputo cogliere il momento, dando prova di grande capacità e maturità nel valutare anche i più piccoli dettagli, rendendo semplici particolari che propriamente non lo sono” riprende Ferranti. E gli fa eco il vicesindaco: “Mi piace guardare e emozionarmi ancora davanti a generazioni a confronto, a mani anziane che si confrontano con occhi giovani, ad antichi materiali che vengono a contatto con il nuovo, al sapere che si confonde con l’intuizione”.

Stare dentro il Grand Tour ha aumentato la visibilità, la macchina di Tipicità è oliata e vincente, ma resta il ruolo fondamentale di Ludovico Peroni con l’associazione C-Lindro: “Abbiamo tanto da da-re, ma forse non ce lo ricordiamo. Te ne rendi conto quando, per studio e per lavoro, sei costretto a vivere fuori, magari in città enormi, in luoghi che per te non hanno una radice, un’identità, non profumano di “casa” e dove non hai amici. PaJe, nel suo piccolo, vuole essere la testimonianza viva che i giovani della mia gene-razione hanno a cuore il destino e la storia dei nostri paesi. Quindi PaJe non è nulla di diverso da ciò che è la tradizione del nostro piccolo paese, ma è tutto presentato in maniera diversa, innovativa e, spero, anche inaspettata, con lo scopo di rivivere ciò che abbiamo di bello”.

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