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I giovani ridisegnano Montappone: Paje tra nuovi drink, luci condivise, musica e tradizione da non perdere

25 Luglio 2021

MONTAPPONE – Mettete in mano ai giovani la tradizione e non ve ne pentirete. Almeno a Montappone, dove i giovani crescono e investono tempo nel paese. “Terza edizione per Paje, il festival che anima il centro storico”. Una due giorni intensa (31 luglio e primo agosto), fatta di musica e cultura, oltre che buon cibo. “Una manifestazione che merita per tanti motivi: l’impegno dei ragazzi e i temi trattati su tutti” spiega il sindaco Mauro Ferranti.

C’era una volta il cappello di paglia, oggi c’è una visione più ampia data da chi il paese lo guiderà nel futuro. Nuova è anche la grafica, che coinvolge. “Efficientamento energetico, clima, ecologia e tradizione entrano dentro il festival che ha nell’acqua il filo conduttore”. La manifestazione fa parte del Gran Tour delle Marche di Tipicità. “I giovani sono il motore di Montappone, per me un sogno che si corona dopo sette anni di impegno anche come amministrazione”.

Ludovico Peroni, presidente associazione Cilindro e direttore artistico degli eventi, è l’erede di Giuliano De Minicis. Hanno pensato a tutto, servizio di sicurezza incluso. “Ci piacerebbe che più persone possibili si prenotassero, in modo da poter gestire tutto al meglio. Considerando che si mangia anche insieme con palazzo Riccucci e la loro ‘malletta’” prosegue Ferranti.

IL PROGRAMMA

Le realtà associative di Montappone fanno squadra. Due le attività principali su cui sta lavorando Peroni con la squadra: la pima è quella di branding del territorio, non solo del prodotto. “Non siamo solo cappello. Ci sono i sentieri naturalistici, ci sono le esperienze enogastronomiche”. La seconda è lavorare per un festival e non una festa. “Presuppone una scelta tematica e quindi il puntare su artisti e modalità congrue. Da qui la chiamata ad artisti che vengono da fuori regione: vengono, conoscono il territorio e partecipano”.

DOMENICA SPECIALE                                                          

Oggi pomeriggio un evento nell’evento: ‘Lu vullicaru’. Alle 1830 in via Spazzi, protagonista il vulcanello da ammirare dopo una passeggiata e ascoltando la chitarra di Moriconi e la banda giovanile interprovinciale delle Marche con i suoi 30 elementi che tornano in scena dopo la pandemia. “Una zona unica nel suo genere tra acqua e muraglioni di fango che rendono il paesaggio speciale con la sua vegetazione spontanea” spiega Clementi.

PAJE

Sedute di paglia distanziate, presenze controllate. “Ci sarà anche la ricostruzione storica sulla lavorazione del cappello di paglia. Non facile farlo, ma faremo vedere ogni passaggio partendo dalla lavorazione della paglia lungo la strada che porta al castello. Poi dentro il centro storico esibizioni ininterrotte dalle 1730 alle 20 del primo agosto. Undici spettacoli differenti”.

Una festa completamente compostabile: “Non viene usata plastica e invitiamo a non usare il cellulare per non rovinare l’illuminazione dei posti a sedere. Abbiamo ‘creato’ un dispositivo per la condivisione della luce a partire dal cellulare. Si può scegliere di condividere l luce, inserendo il cellulare dentro u barattolo con la torcia accesa. Anche questa è attenzione all’ambiente, oltre a uno staccarsi dal cellulare” spiega Peroni.

Per il cibo, spazio a la malletta. Che è il tipico pranzo da asporto di una volta: una tovaglia di un metro per un metro con dentro il pranzo di lavoro e il vino. Anche in questo caso il fazzoletto compostabile. Oppure aperitivo coni formaggi tipici.

“E poi – riprende l’organizzatore – ci sono i drink inediti. Il primo è stato lu vullicaru, con il Varnelli. Ora lanciamo il mastro cappellà. Grazie a barman professionisti”. E sia chiaro, l’ingresso è gratuito, poi se uno vuole mangiare o bere paga.

Altra novità. Mostra del distretto del cappello, con un prodotto per ogni azienda esposto su supporti naturali che esponiamo. E poi un contest artistico. “Noi offriamo residenza di due giorni e un sacco nero pieno di materiale di scarto delle ditte dei cappelli con cui realizzare un’opera durante la festa. La migliore sarà poi esposta al museo. Si potrà anche capire quanto materiale di scarto c’è e quanto sia di qualità e riusabile. Dal feltro di lana alla paglia, dalla stoffa alle pelli”. Già tre gli artisti che si sono prenotati. Chi vorrà, potrà anche andarsene con un cappello brandizzato realizzato appositamente per Paje.

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