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I consigli del virologo Pregliasco: "Distanziamento durerà mesi. I test sierologici rapidi non danno certezze"

20 Aprile 2020

FERMO – Uno dei virologi più considerati, Fabrizio Pregliasco, interviene sul tema delle riaperture e dell'eventuale Fase 2. Lo fa con la consueta chiarezza: “Anticipare le riaperture, anche delle scuole, vuol dire aprire i rubinetti dei contatti e aumentare le possibilità di infezione. Proseguire così durante i prossimi due ponti, 25 aprile e primo maggio, poi credo che si arrivi a un livello di accettabilità di rischio per riaprire, specie per il lavoro e per le attività strategiche per il Paese”. Mentre è pessimista per bar e ristoranti “per cui dobbiamo aspettare”.

TROPPI CASI OGNI GIORNO

Non ci sono certezze, “bisogna valutare giorno per giorno l'andamento epidemiologico. Le cose stanno migliorando, le terapie intensive si stanno leggermente svuotando, ma ancora ci sono almeno tremila casi al giorno. Rispetto a prima, dove non riuscivamo a intercettare tutti i casi, con una sottovalutazione di almeno dieci volte tanto rispetto al reale, ora siamo più capaci di individuare i positivi” prosegue Pregliasco.

RISCHIO NUOVI FOCOLAI

Che parla di Lombardia e Piemonte come di zone critiche: “La situazione dovrebbe migliorare nei prossimi giorni, ma più insistiamo più la fase 2 potrà partire con maggiore serenità. In regioni dove il virus non è diffuso, tantissime persone sono ancora suscettibili, anche più che in Lombardia. La possibilità è che, aumentando gli spostamenti, possano nascere nuovi focolai. Bisogna fare monitoraggio continuo: tutti i cittadini devono avere ancora l'attenzione e la percezione del rischio come approccio alla convivenza civile. Il distanziamento dovrà essere un'abitudine anche nei prossimi mesi”. 

TEST SIEROLOGICI

Sui test sierologici, il professore milanese ha le idee chiare: “Non parliamo di patente d'immunità. Sono molto sensibili, hanno dei margini di incertezza rispetto soprattutto ai falsi positivi, quindi in caso di negatività c'è maggiore sicurezza del risultato. In caso di positività è necessario ripetere il test e complementarlo con un tampone per verificare se si sono già sviluppati gli anticorpi e se il soggetto è ancora portatore convalescente del virus e quindi contagioso”.

E stando sempre ai test, Pregliasco è critico verso quelli rapidi: “Hanno margini di errore che possono portare a situazioni non congrue, qui la falsa positività è ancora più evidente. I test servono non tanto per diagnosticare ma per capire regione per regione la diffusione reale del virus”.

Raffaele Vitali

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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