
FERMO – Il commissariamento del Partito Democratico della Provincia di Fermo, deciso tecnicamente da Elly Schlein stessa, fa discutere e soprattutto non piace agli esponenti locali.
Il primo a esporsi è stato Fabrizio Cesetti, consigliere regionale: “Ritengo illegittimo il commissariamento, ma auguro all’onorevole Andrea Gnassi buon lavoro in vista delle elezioni per il presidente della Provincia (15 marzo) e per il sindaco di Fermo”.
Dopo le sue parole, si sono attivate anche due segretarie di circolo, Maria Ercolani di Montegranaro e Loredana Marziali del circolo di Sant' Elpidio a Mare. “Esprimiamo forte preoccupazione per la decisione di procedere al commissariamento in fretta e furia e a sorpresa. Le dimissioni del Segretario provinciale non arrivano per caso” sottolineano.
Per poi aggiungere: “In più occasioni è emersa una evidente incapacità di svolgere quel ruolo di collante, di armonizzazione e di sintesi politica che è essenziale per guidare una comunità plurale come quella del nostro Partito. Al contrario, si è assistito alla progressiva costruzione di una cerchia ristretta di collaboratori, orientata più a fini personali che a un progetto collettivo e condiviso”.
La dura critica a Luca Piermartiri, l’ex segretario che dimettendosi ha aperto il vaso di Pandora, prosegue: “Grave, inoltre, è stata la mancanza di senso di responsabilità dimostrata nel momento delle dimissioni: un atto compiuto senza una reale consapevolezza delle conseguenze politiche e regolamentari, accompagnato da una evidente scarsa conoscenza delle norme che regolano il funzionamento del partito”.
Le due segretarie attaccano poi altri ‘compagni’: “Ci sono elementi degli organismi provinciali abbiano tentato, in modo improprio, di accreditarsi direttamente a livello nazionale, esercitando pressioni affinché si arrivasse al commissariamento. Questi comportamenti, oltre a essere scorretti sul piano politico, minano la fiducia e il rispetto delle regole democratiche interne”.
La richiesta finale, che arriva in maniera indiretta a Gnassi, è che “non si rafforzino scorciatoie di chi guarda con interesse alle elezioni del 2027 per Camera e Senato. Non intendiamo prestare il fianco a operazioni di facciata. Questa deve essere l’occasione di un reale rinnovamento che parte dal basso noi ci faremo portavoce. Per queste ragioni rivolgiamo infine un appello chiaro e diretto a tutti i circoli della provincia: restiamo uniti non facciamoci trascinare in logiche personalistiche o in contrapposizioni sterili” concludono Marziali ed Ercolani.
