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I baby Thunberg della Sapienza in azione: Provincia sotto esame

23 Gennaio 2020

Decine di domande alla presidente Canigola e al dirigente Fausti: dalle auto elettriche ai rifiuti passando per il riciclo degli oggetti.

FERMO - Dalle politiche dei rifiuti al controllo degli animali, dai fumi delle caldaie allo sviluppo dell’elettrico, la Provincia è in prima linea per la difesa dell’ambiente, e i baby Thunberg della scuola Sapienza di Fermo sono entrati nel palazzo di via Salvo D’Acquisto con un lungo elenco di domande. Un question time incentrato sull’ambiente, sulla tutela del futuro. Sotto ‘interrogazione’ la presidente Moira Canigola e il dirigente Fausti. Un inizio sul ruolo della Presidente, sull’impegno che richiede e poi via con le politiche ambientali.

Ci sono auto elettriche in Provincia?
“Nel parco mezzi della Provincia ancora no, forse qualche dipendente. Se avessimo le risorse di certo le compreremmo volentieri”.

Aumenteranno le colonnine sul territorio?

“Questa è un’azione di competenza dei sindaci. Fermo ne ha messe diverse, altri comuni hanno iniziato. Il problema è che ci sono ancora poche auto ibride o elettriche, per cui queste colonnine non sono ancora utilizzate come sperato. Di certo più offerta diamo e più i residenti investiranno nell’elettrico. Ci sono anche i centri commerciali che stanno avviando politiche di ricarica del mezzo per chi va a fare la spesa”.

Da quanto tempo lavorate in modo ecosostenibile e in che settore?

“Tante azioni rientrano nella parola eco sostenibilità. Noi ci muoviamo per tutelare e salvaguardare l’ambiente a 360 gradi”.

Pannelli solari sui tetti delle scuole, buona pratica e per cosa?

“I sistemi solari per il riscaldamento dell’acqua nelle scuole non ci sono, essendo il consumo dell’acqua molto alto e con tempi di consumo breve, per cui servirebbero accumuli di quantità elevata. Questo è un sistema più utile per le famiglie”.

Avete installato pannelli fotovoltaici e dove?

“In alcuni istituti abbiamo realizzato dei campi fotovoltaici, dallo Scientifico al Commerciale e ad Amandola. Li abbiamo installati nel 2007 quando la provincia era unita ad Ascoli Piceno e funzionano bene”.

Come combattete l’inquinamento sulla costa e in mare?

“Noi in maniera indiretta aiutiamo la balneabilità del mare, visto che ci occupiamo dei fiumi, dei torrenti e dei fossi verificando gli scarichi domestici e quelli industriali”.

Isole ecologiche come soluzione al posto dei cassonetti?

“I Comuni scelgono il tipo di raccolta. Da anni finanziamo alcune attività, in particolare i centri di raggruppamento finalizzati al recupero di materie prime dai rifiuti”.

Come va la raccolta differenziata in provincia?

“Alcuni comuni hanno iniziato a fine anni ’90 cominciando a differenziare il vetro. Stiamo finalmente migliorando come percentuale avvicinandoci al 65% globale, quasi tutti i Comuni si sono dotati di una raccolta differenziata. All’interno della provincia abbiamo comuni che si avvicinano all’80%. Chiaro che ci sono alcune realtà rurali che rendono più complicata la raccolta”.

Cosa fareste a chi getta rifiuti in giro?

“La legge del taglione non è più applicabile. Dovrebbe essere chiaro a tutti che gettare i rifiuti è da delinquenti, è qualcosa di incivile. Se uno viene preso viene punito con una sanzione che è diversa in base al rifiuto, con aggravanti, inclusa la denuncia, per i rifiuti speciali”.

Ma cosa è un rifiuto?

“Ad esempio una cosa non più usabile, come una penna. Ma potrei anche buttarla se ancora funziona. Ecco che il rifiuto diventa tale per volontà e non per necessità. Qui entra in gioco il recupero, l’attenzione alla gestione delle cose”.

Cosa pensa delle isole di plastica dentro il mare?

“È il frutto di comportamenti sbagliati. Le nostre azioni producono effetti, anche se questo sfugge al nostro controllo. Questo devono insegnarci le immagini della plastica in mare”.

È vero che il cambiamento, anche ambientale, deve iniziare dai bambini?

“La raccolta differenziata è iniziata nelle scuole. Spesso i bambini, imparando, riportano poi a casa le buone pratiche. Questo avverrà anche per le migliori politiche ambientali, per la riduzione dell’inquinamento”.

Le cose che non funzionano noi stiamo imparando a riusarle. Con un tubetto di colla ci ho fatto un razzo spaziale. Voi?

“Questa è una buona pratica. Il differenziare è una strada. L’aspetto del ridare vita alle cose è una delle grandi sfide, la politica del rifiuto zero. Vi faccio l’esempio di un’azienda che prende pneumatici usati e li trasforma in un prodotto che viene usato per produrre altri oggetti, come ad esempio l’asfalto od oggetti in plastica. E anche per questo sono nati i centri del riuso dove dare un futuro a qualcosa che magari butteremo troppo presto”.

Ma voi quanto usate l’elettricità?

“Di certo la sera per illuminare casa, il televisore, gli elettrodomestici, il computer e il cellulare, ce ne è sempre uno acceso. Ma cerco di usarla nel modo più intelligente, spegnendo le luci nelle stanze no usate. E questo vale anche per i nostri locali, vale ad esempio per i nostri lunghi corridoi che possiamo spegnere in parte se non servono in certe ore della giornata. Se consumiamo sprecando stiamo mangiando parte delle nostre risorse naturali che ci permettono di avere l’elettricità”.

Ma voi lo dareste un telefono cellulare ai bambini o fa male?

“Non ci sono studi così definiti che dimostrano le cause da utilizzo del telefono cellulare. Ma di certo ne va fatto un uso parsimonioso. E chi non può farne a meno di certo deve prendere precauzioni, come ad esempio utilizzare gli auricolari evitando di mettere il telefono a contatto con la testa.  ma soprattutto, e qui c’è il comportamento e non l’ambiente, dobbiamo recuperare spazi di vita che vadano oltre il cellulare, che non conosce regole e suona ovunque e toglie l’attenzione”.

Si chiude così la mattinata in Provincia, con le maestre Laura Aleoni, Elisa Donati e, seppur oggi assente, Caterina Vitali soddisfatte perché hanno visto ragazzi molto attenti e vogliosi di capire. “A scuola abbiamo diversi laboratori che permettono di ridare vita alle cose. In uno stiamo costruendo la città della Sapienza in cartone riusando scatole, plastica, fogli. Così abbiamo realizzato il teatro, i bar, le scuole”. Sorride la Canigola che promette: “Appena la vostra città sarà pronta, chiamatemi. Verrò a visitarla”. Applauso, foto di rito e qualche cittadino più consapevole che da oggi passeggerà per il Fermano.

Raffaele Vitali

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