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Green pass, i dubbi di Acquaroli: "Garantire le libertà". Ricciardi: "Misure obbligate per fermare la variante Delta"

14 Luglio 2021

FERMO – La questione è seria: green pass o no per poter andare al ristorante e usufruire dei principali servizi pubblici e privati? L’Italia si interroga in queste ore, dopo la decisione presa dal governo francese. Il presidente della Regione Marche, l’ex deputato di Fratelli d'Italia Francesco Acquaroli, è per le "libertà fondamentali da garantire sempre".

Insomma, il suo è un ‘no’ netto come quello della sua leader Giorgia Meloni. "Rispetto alle libertà costituzionali garantite sono sempre cauto, credo siano delle libertà fondamentali da garantire sempre. Secondo me l'atteggiamento della popolazione sia molto collaborativo, e questa pandemia ci ha insegnato che le situazioni vanno seguite passo dopo passo".

Di diverso avviso i sentori del Movimento 5 Stelle che fanno parte della commissione sanità: “Valutare l'uso del green pass come sta avvenendo in Francia e superare alcune misure per chi ha già avuto due dosi di vaccino. È chiaro che in Francia sono in una fase diversa rispetto alla nostra, in Italia siamo molto più avanti con la campagna vaccinale. Quindi, estendere il green pass, che in Italia è comunque già previsto per partecipare a cerimonie ed entrare nelle Rsa, al momento non serve. È chiaro invece che - laddove aumentassero i contagi - estenderlo e modularlo anche per altre attività servirà soprattutto per evitare nuove chiusure e non penalizzare gli immunizzati e chi ha già avuto il Covid-19. Allo stesso tempo, visto che il green pass si ottiene o con i vaccini o con i tamponi o in caso di guarigione, è fondamentale garantire tamponi gratis, come d'altronde avviene in Francia”.

Tutti sono consci che la variante Delta è una incognita: “Si tratterà, da un lato, di continuare a seguire le buone norme contro i contagi e, dall'altro, studiare la curva dei ricoveri. Vaccinarsi è l'unica arma efficace che abbiamo: facciamo campagne informative, spieghiamolo a chi ancora ha dubbi e timori. Solo così riusciremo a lasciarci piano piano alle spalle questa pandemia”.

Per Walter Ricciardi, consigliere del ministro Roberto Speranza, “il green pass aveva dato risultati positivi già a Israele con la variante Alfa, che è molto meno contagiosa, ed è quindi auspicabile che tutti i Paesi adottino questa strada per incentivare le vaccinazioni e incentivare una circolazione soltanto da parte di persone protette che quindi non trasmettono la malattia”.

Il rischio nuova ondata c’è: “Può essere evitata soltanto se si prendono misure drastiche perché la variante Delta è contagiosissima ed ha un indice medio di riproduzione di 7: ciò significa che ogni persona mediamente ne contagia altre 7. Se questo avviene in un luogo chiuso è sicuro che si creino focolai epidemici”.

Per uno dei governatori più influenti, Luca Zaia, l’ipotesi va considerata: “Non è una partita da poco, va messa in mano al Cts. Queste devono essere iniziative valutate con serietà e soprattutto coordinate. Immaginate solo una realtà turistica: bisogna garantire un 'soft landing'. Ma ho dei dubbi: primo, così il vaccino diventa obbligatorio o comunque c'è una forte coercizione; poi c'è il tema della privacy. Ricordo che siamo l'unica Regione bacchettata dal Garante perché chiediamo il green pass per l'ingresso in ospedale. Siamo in guerra e stiamo qui a pettinare le bambole; terzo: quando si introduce una norma così, devi garantire a tutti quelli che vogliono farlo di potersi vaccinare. Non mi sembra che in Italia abbiamo tutta questa disponibilità".

Però la linea Macron non è da buttare: “È estrema, ma ci sono piccole cose che vanno riconosciute ai vaccinati, come la quarantena: perché farla se si ha il vaccino? In poche parole, da un lato c'è la tutela di chi è vaccinato, ma dall'altro si introduce indirettamente l'obbligatorietà. Quindi non è solo scelta di sanità pubblica, ma anche etica. Io poi sono contrario a pensare ad esempio a classi diverse a scuola tra vaccinati e non vaccinati: è una forma di ghettizzazione".

r.vit.

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