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Grano duro, trasparenza sui prezzi e nuove risorse: Coldiretti Marche incontra i soci

21 Gennaio 2026

ANCONA - La nascita della Commissione Unica Nazionale del grano duro per le Marche sarà rafforzata dall'importante stanziamento della Regione Marche che ha messo a disposizione su richiesta di Coldiretti Marche circa 27 milioni di euro per l'agricoltura integrata sui cereali, con contributi fino a 200 euro ad ettaro per tre anni. È la premessa con la quale Coldiretti Marche ha avviato un percorso di informazione e confronto con i soci attraverso una serie di assemblee territoriali, per illustrare questa e altre nuove opportunità a disposizione delle aziende agricole. Dopo le affollate assemblea di Osimo e Corinaldo di martedì, oggi è previsto un incontro a Jesi mentre un altro sarà organizzato per domani, giovedì 22 gennaio, nella sede regionale di via Achille Grandi ad Ancona (ore 17). "Alla Cun, strumento decisivo verso una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, la Regione ha intelligentemente scelto di affiancare altre iniziative per rafforzare ulteriormente un settore strategico per le Marche – spiega Alberto Frau, direttore regionale di Coldiretti – con una visione condivisa e concertata con Coldiretti. Tra quanto previsto dal decreto Coltivaitalia, dai premi accoppiati e dai contratti di filiera, unendo la misura dell'integrata, si può arrivare a garantire fino a 8 euro in più a quintale ai cerealicoltori marchigiani. La misura è applicabile anche a colture come barbabietola da zucchero e girasole e rappresenta, per quest'anno, l'ultima possibilità di adesione".

Le Marche sono la terza regione d'Italia per superfici investite a grano duro dopo Sicilia e Puglia. Secondo i dati Istat, sono oltre 104mila gli ettari coltivati a cereali, di cui circa 79mila a grano duro, per una produzione superiore ai 4 milioni di quintali e un valore complessivo del settore stimato in 182 milioni di euro. Numeri importanti che oggi, però, convivono con una crisi profonda: oltre 10mila aziende marchigiane rischiano la sopravvivenza tra speculazioni internazionali e prezzi non più sostenibili. Negli ultimi quattro anni, denuncia Coldiretti, le quotazioni riconosciute agli agricoltori sono crollate tra il 35% e il 40%, mentre i costi di produzione continuano a crescere. Produrre un quintale di grano duro costa in media oltre 30 euro, ma al produttore restano appena 28 centesimi su un chilo di pasta che sugli scaffali può arrivare a costare fino a 2 euro. Una forbice che mette a rischio le semine future e la tenuta economica delle aziende.

Ma alle assemblee non si parlerà solo di grano. Dal Csr alle misure agroambientali, dalla Pac ai giovani, dal sostegno agli investimenti aziendali alle nuove possibilità per le aziende agricole multifunzionali, l'impegno prosegue. "Il metodo di lavoro di Coldiretti è fatto di ascolto con la base, sintesi, proposta, confronto con le Istituzioni e illustrazione dei risultati conseguiti – conclude Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – Un sistema che, dal 2020 a oggi ha permesso di investire oltre 62 milioni di euro l'anno a più di 10mila beneficiari e approvate riforme legislative su multifunzionalità, agriturismi e turismo rurale. Oltre al settore cerealicolo, particolare attenzione è stata riservata alla zootecnia, con oltre 25 milioni di euro di aiuti, l'aumento delle indennità compensative e dei premi per il benessere animale, nuovi bandi per la difesa dal lupo, la prevenzione della PSA e l'ammodernamento dei mattatoi. Un impegno che va avanti in Italia e in Europa, vedi le grandi manifestazioni a settembre nelle piazze italiane per chiedere trasparenza sui prezzi del grano, a Bruxelles a dicembre a difesa della Pac e di ieri a Strasburgo per testimoniare la nostra totale contrarietà al Mercosur e a un'Europa che, così come l'hanno fatta diventare, non vogliamo".

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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