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Giorgia l'imperatrice: dall'arco di Traiano la spinta ad Acquaroli. "Le Marche meritano di più, è ora di cambiare"

25 Giugno 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – Il centrodestra è pronto. Il lancio ufficiale della campagna elettorale di Francesco Acquaroli è affidato alla leader che più traina in questo momento la politica d’opposizione, Giorgia Meloni, la presidente di Fratelli d'Italia.

Ha scelto l’arco di Traiano per caricare il popolo del centrodestra e usa parola da condottiera: “Le Marche hanno molto di meno di quello che potrebbero avere. Traiano è stato l’imperatore che ha mostrato di credere nello sviluppo di Ancona e delle Marche, che invece stanno diventando la prima regione del Sud e che è stata retrocessa anche dall'Europa”.

Si scaldano gli animi della piazza, si galvanizzano i tanti esponenti politici presenti, in prima fila i fermani Di Ruscio, Agostini, Putzu, Vitturini. È convinta di poter vincere “perché le Marche meritano di più, a comicniare dalle infrastrutture. È incredibile, ma il modo più rapido per arrivare da roma ad Ancona resta il pullman”. Lo slogan è semplice: Ricostruiamo le Marche, che fa da contraltare all’InsiemeMarche dell’avversario

Un nodo da sciogliere è quello della ripresa economica: “Aiutare le imprese ad essere libere di produrre, via i vincoli, via il decreto dignità, via il tetto al contante e l'obbligo di fatturazione elettronica: tutto quello che in questo momento diventa burocrazia, vincolo, problema...la gente deve lavorare. Invece, stiamo dando un segnale che la burocrazia è l'unica cosa che non si è fermata. Nel periodo Covid - ha attaccato Meloni - tutto fermo: scuola, processi, tribunali, Parlamento ma la burocrazia stava lì. Non si è riusciti a tagliare per niente”.

Sull’economia aggiunge Acquaroli: Bisogna vincere la sfida all'internazionalizzazione e dare supporto alle imprese, perché possano resistere a questa fase, difficile prima della pandemia ma devastante se non ci sarà un progetto chiaro".

Chiaro che quando si parla di Marche si finisca a ragionare sul terremoto e la ricostruzione che non c’è: “Quattro commissari in quattro anni, ma il vice era sempre Ceriscioli e non mi pare di averlo sentito protestare” riprende Giorgia Meloni, che poi aggiunge: “Ora arriva la campagna elettorale e sentiamo Legnini dire cose molto simili a quelle che noi diciamo da quattro anni e che ci hanno puntualmente bocciato, vedi l’uso del modello Genova. Le soluzioni ci sono: poteri straordinari al commissario e ai sindaci, velocizzazione delle procedure. E invece, nulla. Tutto quello che è stato fatto è utilizzare i fondi straordinari europei per la ricostruzione per pagare gli eventi in città che non c'entravano niente con la ricostruzione”.

Inevitabile un passaggio sull’avversario di Acwquaroli, ovvero Maurizio Mangialardi: “Fa sorridere la sinistra che si nasconde, prende Mangialardi e fa finta che venga da Marte e che non sia perfettamente inserito nel sistema di potere di chi ha governato la Regione Marche. Vai sul suo sito e non ci sono i simboli, tutto arancione: perché si vergognano pure loro e hanno ragione. È importante che i marchigiani lo sappiano, se gli piace quello che hanno visto finora possono votare per la sinistra, se vogliono provare a costruire un futuro di dignità di opportunità per questa regione consiglio loro di sostenere Francesco Acquaroli”.

E il candidato, soddisfatto aggiunge: “Vogliamo ricostruire le Marche, in primis la sua sanità che non è uno strumento di potere e controllo, ma un servizio ai cittadini e consente di non spopolare alcune aree".

@raffaelevitali

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