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Frontoni e Acquaroli, patto per i giovani: "Dobbiamo coinvolgerli, non solo parlarne"

30 Gennaio 2026

FERMO – “Dobbiamo far sognare i nostri giovani, partendo da valori che li possono rappresentare. Dobbiamo dargli qualcosa in cui credere, a cominciare dalla forza della nostra regione. Ma dobbiamo smettere di parlare dei giovani senza coinvolgerli”. Le parole di  Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, chiudono il pomeriggio organizzato dalla Compagnia delle Opere Marche sud, guidata da Emanuele Frontoni.

Ore di ascolto e confronto dedicate all’amicizia generativa, allargata al mondo imprenditoriale. Soddisfatto il presidente Emanuele Frontoni: “Per la Cdo si apre un anno di iniziative, di approfondimenti. Vogliamo che ogni momento sia generativo. Ricordiamoci che la generazione dipende da noi, non c’è l’aiuto esterno. Ognuno di noi deve trasformare opportunità in occasioni concrete”.

Per creare nuove connessioni e ampliare il pensiero, Frontoni ha chiamato alcuni ospiti. La prima a intervenire, sul senso dell’impresa, è stata Francesca Tonti, AD di Ifi, azienda pesarese leader nelle macchine per gelaterie e non solo. “Il senso di appartenenza me l’ha dato mio padre, io lo devo custodire e potenziare, per garantire il futuro”. Ha vissuto, e superato, il passaggio generazionale “che non riguarda la famiglia, ma ogni aspetto dell’impresa. Siamo legati dai valori tipici dell’umanesimo”.

Per lei, una volta al comando, la prima sfida è stata trasformare ‘l’azienda giraffa’ che aveva davanti. “eravamo un’azienda con la testa lontana dal corpo. Questo ci disse un professionista. E questo ci ha fatto riflettere e ci ha permesso di iniziare un percorso, avviato nel 2024, di cambiamento. Prima l’ingresso in azienda di consulenti, poi l’ascolto dei partner”. E così affrontiamo il futuro. “Con la certezza di quanto mi ha insegnato mio padre, che anno dopo anno mi ha fatto respirare la sua passione per l’azienda”.

Ifi oggi la guida con piglio e con un occhio alla parità di genere. “Che parte anche dall’uso delle parole, io sono l’amministratrice delegata. Bisogna dare pari dignità, che non è uguaglianza perché siamo diversi. Serve un percorso culturale, stiamo costruendo una comunità collaborativa e lo facciamo supportando la genitorialità con part time prolungati anche peer i padri. Anche questa è parità”.

La seconda testimonianza è quella di Yuri Franzosi, direttore generale di Lombardini 22, uno dei primi studi di progettazione italiani, impegnato ora nella sfida di  rimodellare un padiglione del Micam e del Mipel. “Un’azienda, non uno studio. Un luogo in cui tutti i lunedì i soci pranzano insieme, con il presidente che cucina. Oggi ci sono 530 collaboratori per 50 milioni di fatturato”.

Un luogo in cui ha sentito ancora di più il senso dell’incontro: “All’inizio di qualsiasi impresa c’è un incontro, il desiderio di fare qualcosa con qualcun altro, perché il proprio desiderio è così grande che da solo non puoi sostenerlo”.

Al suo fianco c’è Cristian Catania, un architetto che è parte di Lombardini 22 da 19 anni, dalla sua nascita. "Siamo partiti in pochi, oggi siamo tanti. Il nostro è un posto di intelligenza collettiva. Uniamo parte umanistica e tecnica. Competenze verticali. Un posto dove chiedere, se non si conosce, è fondamentale. Dove cisi siede al fianco del cliente per comprendere il bisogno e guidarne il cambiamento”.

Progetto dopo progetto, Lombardini 22 crea spazi, i luoghi giusti per le persone. “per farlo, ci apriamo all’esterno, perché per attivare processi servono buoni confronti”. Li ascolta Frontoni che con il sociologo Massimiliano Colombi ha il compito di tirare le somme, di indirizzare l’ascolto. E i due lo fanno con una frase semplice: “Generatività è quello che non si limita a mettere al mondo, implica il portare a maturazione, il prendersi cura del tempo e la capacità di lasciare andare”.

Ci provano a essere generativi i politici, tanti quelli che hanno partecipato all’iniziativa. Dal senatore Castelli al consigliere regionale Putzu, dall’assessora di Fermo Cerretani al candidato sindaco Alberto Maria Scarfini, saldamente al fianco di Paolo Calcinaro. “Con la Cdo ho lavorato spesso. Dove ci sono problemi, è bello cimentarsi. Se è vero che politica è servizio, non opportunismo, nel momento in cui mi è stata chiesta la disponibilità per la Sanità, non ho mai tentennato. Potremo lavorare molto, impresa e solidarietà si incrociano”. Aggiunge Scarfini: “E’ importante che l’impresa possa sentire il comune come una casa. Insieme possiamo progettare un territorio sempre migliore”.

Idea condivisa dal sindaco di Porto San Giorgio, città dove ha sede la Cdo Marche Sud: “La compagnia delle opere è collaborazione, ascolto e proposte. Insieme lavoriamo peer migliorare e ridurre la burocrazia. Frontoni ci regala ottimismo. Non siamo l’ultima ruota del carro, come spesso si racconta, abbiamo realtà che sono esempi per tutti”.

Esempio che vuole essere Acquaroli per i giovani delle Marche. “E’ la mia sfida generativa, una missione articolata, complessa e profonda. Tocca il passato e guarda al futuro. Si parte dalla competitività, dalle infrastrutture alla sanità, dal credito alla ricostruzione passando per la digitalizzazione. Abbiamo affrontato numerosi aspetti, ma ancora oggi le imprese ci dicono che no trovano giovani, perché sono disinteressati o vanno fuori e non rientrano”.

Da qui la sfida: “Se non riusciamo a coinvolgere i giovani in quello che facciamo, il distacco rischia di diventare frattura. Dobbiamo raccontarci meglio, dal lavoro alla scuola. Servono esempi che diano ai giovani la speranza di poter restare nelle Marche”.

La Cdo la sua ricetta l’ha trovata nell’ascolto, nel coinvolgimento. Come riassume in chiusura Luca Violini, attore e cantore: “Quando uno è attento al proprio cuore e si appassiona a qualcosa che non ha fatto lui, tanto più è spalancato verso qualsiasi uomo che incontra”.

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