
FERMO – Tremano le Marche, e spesso. A gennaio 2026 la Rete Sismica Nazionale ha registrato 1.339 eventi sismici, con una media di 43 terremoti al giorno: in rialzo rispetto ai 39 di dicembre 2025 e in linea con i valori medi dell'anno scorso.
Secondo il Rapporto Ance-Cresme 2023, che monitora oltre vent'anni di sismicità italiana, le Marche sono la terza regione più sismica del paese con 603 eventi totali, di cui 388 riconducibili alla sequenza Amatrice-Norcia-Visso del 2016.
Dei 1.339 eventi, 231 hanno raggiunto magnitudo 2.0 o superiore e 45 magnitudo 3.0 o superiore, entrambi valori ben oltre quelli di dicembre. Le Marche figurano tra le regioni più colpite, insieme a Toscana, Emilia-Romagna e Campania.
Il rischio resta alto soprattutto per la qualità del patrimonio edilizio: oltre il 74% degli edifici ha più di quarant'anni - nelle grandi città si arriva all'85% - ed è stato costruito prima che entrassero in vigore le principali norme antisismiche.
Nel decennale del sisma del 2016, l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona organizza per giovedì 26 febbraio, dalle 14,30, un convegno sulla ricostruzione e la prevenzione sismica nella Sala Europa di Confindustria Ancona, con la collaborazione tecnica di Mapei.
Tra i relatori il senatore Guido Castelli, commissario straordinario del governo per la ricostruzione post-sisma 2016, Massimo Conti (Presidente Federazione Ingegneri delle Marche), Marco Trovarelli (Direttore Ufficio Speciale per la Ricostruzione Regione Marche), Lorenzo Ciarrocchi (Divisione Grandi Progetti Edilizia Mapei) e Stefano Geminiani (Specialista linea rinforzo strutturale Mapei).
“Occorre introdurre l'obbligatorietà della diagnosi sismica degli edifici, usare la leva delle detrazioni fiscali su un orizzonte di lungo periodo e dotare gli immobili di un fascicolo del fabbricato” sottolinea il presidente dell'Ordine, Stefano Capannelli.
