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Fondi europei per sisma e imprese: numeri e confusione. Marche al top, ma non per tutti

6 Gennaio 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – Una pagina del Sole 24 Ore piena di numeri, la classica classifica, ma questa volta con un bug. “La classifica pubblicata dal quotidiano mette a confronto programmi operativi, e cioè il Por e il Pon, che hanno avuto assegnate risorse in tempi diversi. E per questo imparagonabili. Ma non solo” spiega l’assessora regionale alle Politiche comunitarie, Manuela Bora.

Il contendere è relativo alla capacità della Regione di spendere i fondi europei. Stando alla classifica pubblicata dal Sole 24 Ore, le Marche, come l’Abruzzo, sarebbero in coda. ‘Ma’ spiega la Bora. Solo che quel ‘ma’ non è stato utilizzato dall’opposizione, in particolare da Forza Italia, che ha trasformato la classifica del Sole in un duro attacco politico.

La consigliera regionale Jessica Marcozzi

“In un momento in cui si parla tanto dell’importanza di intercettare risorse da ogni fonte, in primis dall’Europa, per un territorio come il nostro martoriato dalla crisi economica e con le ferite del sisma ancora aperte, in cui in tanti a sinistra si riempiono la bocca di politiche di integrazione e di sviluppo, le Marche si collocano ultime in questa classifica stilata dal Sole 24 Ore: nelle annualità 2014-2020 a fronte di una dotazione di 585 ne ha certificati solo 120. Spopolamento, ricostruzione, mobilità scolastica, sono soltanto alcuni dei problemi che con i fondi europei potevano essere affrontati. Invece tutto fermo, tutto bloccato, una paralisi burocratica di fatto” ribadiscono il senatore Franco Battistoni e la consigliera regionale Marcozzi.

Possibile che una Regione che a Bruxelles viene decantata per la sua operatività, in Italia diventi pecora nera? “Dispiace constatare che chi si candida al governo di questa regione interpreti in modo sbagliato e strumentale i dati presentati dal Sole 24 Ore: la destra fa solo sciacallaggio accanendosi sui terremotati invece di contestualizzare il tutto”. 

L’obiettivo di spesa della Regione Marche, nel 2019, era di 75,4 mln di euro: “A fronte di questo dato, abbiamo raggiunto una spesa certificata pari a 120,4 mln di euro con un incremento del 60% e in anticipo di sette mesi. Solo le Marche in Italia hanno raggiunto questi livelli – prosegue l’assessora - attuando tanti progetti per la comunità”. Eppure il referente giovani di Forza Italia, Pignotti, non è convinto: “Le gravi problematiche della disoccupazione giovanile, dello sviluppo infrastrutturale e della rinascita delle aree interne colpite dal sisma devono essere velocemente affrontate con scelte coraggiose e lungimiranti ed attraverso investimenti significativi. Le prossime elezioni regionali rappresenteranno la svolta: ora o mai più le Marche hanno l’opportunità di cambiare visione, velocità e passo”.

Come nascono i numeri deficitari della classifica? La Bora lo spiega con semplicità: “La dotazione finanziaria di Marche - spiega l’assessora - è stata incrementata dalla Commissione europea in seguito ai noti eventi sismici, tra dicembre 2017 e giugno 2018 mentre tutti gli altri programmi hanno potuto contare sullo stesso ammontare di risorse, a partire dal 2015”.

A conti fatti, dunque, per le Marche, la “differenza è notevole poiché la dotazione iniziale di 337mln di euro, attribuita nel corso del 2015, è stata poi quasi raddoppiata con ulteriori 248 mln di euro per giungere ad un totale di 585 mln di euro. È chiaro che la spesa delle risorse aggiuntive è stata avviata a partire dalla seconda metà del 2018 e gli interventi già da ora cominciano a dare i primi risultati: abbiamo messo a disposizione oltre 100 mln di euro per le imprese” conclude l’assessora, che già un anno fa si trovò a commentare i dati del Sole. “Chiedemmo una rettifica, OpenCoesione inserì subito un asterisco che spiegava il doppio canale di finanziamento, ma a quanto pare chi si è occupato dell’articolo non ne ha tenuto conto, commettendo una imprecisione usata in maniera superficiale da chi si propone come alternativa al governo della Regione” conclude Manuela Bora ribadendo che “noi siamo consapevoli di quanto sia importante gestire al meglio le risorse per il sisma e dare alle imprese del cratere quanto necessitano”.

@raffaelevitali

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