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Fim, la demolizione è dietro l’angolo. Conferenza dei servizi rinviata, il Comune: “Nuovo progetto entro un mese”

3 Marzo 2026

PORTO SANT’ELPIDIO – La Conferenza dei servizi sulla Fim, inizialmente convocata per il 10 marzo, è stata rinviata a data da destinarsi, con l’ipotesi di una nuova seduta nel mese di aprile.

Questo è stato deciso qualche giorno fa al termine del tavolo tecnico sulla bonifica del sito, riunito per esaminare la relazione finale consegnata dall’Università di Bologna – Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali.

All’incontro hanno partecipato, oltre al Comune e agli uffici tecnici, i referenti di Regione Marche, Provincia di Fermo, Azienda sanitaria territoriale di Fermo, Arpam, Soprintendenza per i beni culturali del Ministero della Cultura e la proprietà Fim.

Preso atto dell’elaborato predisposto dai docenti dell’ateneo bolognese, i componenti del tavolo hanno condiviso la necessità di presentare un nuovo progetto aggiornato alle ultime risultanze tecniche, da sottoporre poi a una Conferenza dei servizi decisoria per l’acquisizione dei pareri e dei consensi necessari. I tempi tecnici richiesti per la redazione del nuovo elaborato non consentono dunque di confermare la data del 10 marzo.

“Abbiamo chiesto alla proprietà Fim di consegnare entro un mese un nuovo elaborato che tenga conto di quanto evidenziato nello studio dell’Università di Bologna – commenta il sindaco Massimiliano Ciarpella –. Una volta pronta la nuova ipotesi progettuale, andremo a riconvocare una Conferenza dei servizi decisoria, presumibilmente nel mese di aprile. Ritengo che l’accurato studio dell’ateneo abbia fornito indicazioni molto chiare sullo stato del fabbricato all’interno dell’area Fim, che richiedono una revisione del progetto. Mi auguro che il prossimo incontro possa finalmente segnare una svolta per riprendere l’iter di bonifica che la città attende da troppi anni”.

Salute pubblica, tutela e il nodo “cattedrale”

Se la nota ufficiale parla di revisione progettuale, nel corso del tavolo tecnico il confronto sarebbe stato molto più serrato, con al centro il destino dell’edificio principale dell’area, la cosiddetta “cattedrale”, indicata dallo studio universitario come fonte primaria dell’inquinamento.

Nessuno, formalmente, avrebbe pronunciato la parola “demolizione”. Ma il tema sarebbe emerso con forza. La Soprintendenza avrebbe ribadito che la tutela del bene culturale resta un principio fondamentale, sottolineando però che, qualora la salute pubblica risultasse compromessa, la responsabilità di un’eventuale decisione straordinaria spetterebbe al sindaco, quale autorità sanitaria, o alla conferenza dei servizi chiamata a esprimersi.

Il punto cruciale diventa allora chi debba mettere nero su bianco che l’unico intervento possibile sia l’abbattimento. Arpam e Ast sono chiamate a esprimere pareri tecnici a supporto delle valutazioni politiche. Durante il tavolo tecnico è emerso un indirizzo, la salute pubblica viene prima di tutto, ma arrivare al voto è quello che tuti vorrebbero evitare.

Sul tavolo ci sarebbe anche l’ipotesi di una variante che contempli demolizione e ricostruzione fedele, oppure una riduzione delle volumetrie rispetto agli attuali 33mila metri quadrati, fino a circa 28mila, con una rimodulazione complessiva dell’intervento. L’obiettivo dichiarato da più parti è coniugare la celerità della bonifica con la sostenibilità economica, evitando di destinare ingenti risorse a opere considerate “infruttifere”.

Nel progetto complessivo figurano palazzine lungo la ferrovia e un piano di investimenti che supera i 100 milioni di euro. Un quadro che potrebbe essere oggetto di trattativa, anche alla luce delle nuove risultanze tecniche. Il Comune punterebbe  a una riduzione dei volumi a fronte di una demolizione che potrebbe ridurre i costi di bonifica. Dal canto suo, la proprietà metterà di certo sul tavolo gli oltre due milioni di euro di Imu pagati in questi anni di inazione e l’aumento generale di ogni prezzo.

La prossima mossa spetta ora alla proprietà, chiamata a presentare il progetto aggiornato. Entro venti giorni dalla consegna, il Comune potrà convocare la Conferenza dei servizi decisoria.

Lì, con ogni probabilità, si arriverà a una scelta a maggioranza. E il nodo tra tutela e salute pubblica dovrà trovare una sintesi definitiva, con la demolizione, salvo nuove carte, vista come unica via per eliminare la fonte di inquinamento. Anche se il comitato per la salvaguardia della Fim (nella foto), anche durante un recente incontro , continua a parlare di possibili soluzioni di bonifica delle mura della ‘cattedrale’.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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