Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Fermoattivo, l’arte unisce la città e supera confini. Iacopini: "La Fermo da scoprire". Da non perdere ipogeo e san Martino

4 Aprile 2026

FERMO – “L’arte è condivisione. Non ha confini e riesce a esprimersi anche nei momenti più bui”. È questo il cuore di Fermoattivo, l’evento che da anni trasforma il centro storico in un grande percorso artistico diffuso, nato da un’intuizione di Bibi Iacopini e cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per artisti e pubblico.

Come da tradizione, l’apertura lascia spazio alle istituzioni. “Do la parola a chi ci ospita – ha spiegato Iacopini – perché la città è di tutti, ma è giusto che la parte istituzionale, in questo caso l’assessora alla Cultura, apra ufficialmente l’iniziativa”.

Una città che fa squadra

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato anche l’assessora alla cultura, Micol Lanzidei, che ha evidenziato il lavoro corale dietro l’evento:

“È facile sostenere un’iniziativa che va avanti da anni e che rappresenta la capacità di questa città di fare squadra. Fermoattivo è un grande orgoglio perché unisce istituzioni, artisti e cittadini, valorizzando il nostro patrimonio culturale e guardando oltre i confini locali”.

L’assessora ha poi ribadito il ruolo attrattivo dell’evento: “Anno dopo anno è cresciuto, riuscendo a richiamare artisti anche da fuori città. È una grande famiglia, e come tutte le famiglie sa accogliere e far sentire tutti parte di qualcosa”.

Dall’ex mercato coperto al cuore della città

L’idea di Fermoattivo nasce da lontano. “Tutto è partito da uno spazio abbandonato, l’ex mercato coperto – racconta Iacopini – circa 850 metri quadrati che per 12 anni hanno ospitato 600 artisti. Era un luogo caldo nel cuore, ma freddo nella struttura. Da lì è nata una riflessione: perché non portare tutto questo nel centro storico, in primavera, rendendo l’esperienza più piacevole?”.

Da qui la scelta di valorizzare il patrimonio urbano: “Abbiamo voluto unire il mattone antico con l’arte contemporanea, facendo dialogare luoghi e creatività”.

Un’edizione sempre più ampia

A fare il punto sull’edizione 2026 è Patrizia Di Ruscio, da anni protagonista dell’organizzazione artistica: “Lavoriamo insieme da 16 anni e oggi possiamo dire che abbiamo coperto tutte le Marche, con artisti provenienti da ogni provincia. Quest’anno arrivano anche da fuori regione, come da Imola”.

Tra le novità, due fermani: “Partecipano per la prima volta artisti fermani come il maestro Pierluigi Savini e la costumista e scenografa Loredana Zampacavallo, insieme a giovanissimi di appena 22 anni”.

Un doppio itinerario tra storia e arte

L’edizione 2026 si distingue per un percorso ancora più ricco. “Quest’anno proponiamo un doppio itinerario – spiega Iacopini – grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato. Abbiamo recuperato documenti storici legati alle antiche vetrine della città, arrivando a ricostruirne 17”.

Un viaggio che attraversa luoghi simbolo e spazi ritrovati: “Entriamo nella Torre Matteucci, nei cortili storici, nella Sala del Capitolo e negli ex locali dei vigili urbani, trasformati in nuovi spazi espositivi”. E poi san Martino, l’ex garage della croce rossa che ha ospitato anche un calzolaio, di cui ci sono le foto esposte.

Non mancano installazioni originali: “Abbiamo pensato a un allestimento a terra, con 30 pannelli 70x100, per offrire un punto di vista diverso all’interno di San Domenico”. Ed è questa una vera chicca da non perdere.

Alla scoperta dei luoghi nascosti

Tra le aperture più suggestive, anche gli spazi sotterranei: “Domani sarà possibile visitare l’ipogeo della cattedrale – racconta Icopini – un luogo straordinario che conserva le basi delle antiche colonne della prima chiesa. Un percorso guidato, accessibile con un contributo simbolico (2 euro), che racconta la storia profonda della città”.

L’arte come risposta al presente

Organizzare Fermoattivo significa mesi di lavoro: “Dietro le circa 500 opere esposte c’è un impegno che parte da dicembre, tra autorizzazioni e allestimenti” aggiungono i due ideatori.

Ma c’è anche una motivazione più profonda: “Viviamo un momento complesso – conclude Iacopini strappando il sorriso alla Lanzidei – tra notizie difficili e scenari internazionali preoccupanti. Eppure, proprio come la scienza, anche l’arte non conosce barriere. È condivisione, è libertà di espressione. Ed è questo che vogliamo trasmettere”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram