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Fermo, terza vittima e positivi in grande crescita. Calcinaro e tanti sindaci: "Aiutiamo l'ospedale, stiamo a casa"

16 Marzo 2020

FERMO – La piccola provincia piange la sua terza vittima (le prime due a Porto Sant'Elpidio, ndr). Una signora di 90 anni, che era ricoverata al Murri, non ce l’ha fatta. E diventa una delle dodici vittime (69 in totale con una età media di 80,2 anni) che hanno segnato le Marche in questo lunedì che si era aperto con una notizia ‘positiva’, il rallentamento dei casi. Ma su questo c’è qualcosa che non torna nei dati che il Gores sta fornendo, visto che per la regione Marche i positivi nel Fermano sarebbero in tutto 36, mentre, precisa il sindaco di Fermo, “solo nel capoluogo sono 28, tra ospedalizzati e in isolamento domiciliare”. Quindi i numeri provinciali sono molto più alti. Di Buono c'è che due pazienti ricoverati a Malattie Infettive sono passati al post critico all'ospedale di Chiaravalle.

A questi si aggiungono numerosi casi che si stanno manifestando nel territorio, dove non ci sono più barriere, si va da Montefalcone Appennino, dove interessata è stata la casa di risposo che si è messa in auto quarantena, ad Amandola passando per Montappone e Montegranaro fino ad arrivare a Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare, per citare alcuni dei comuni.

“Ancora di più bisogna ribadire che l’unica cosa da fare è stare a casa. Ho notato tra ieri e oggi un miglioramento tra i cittadini fermani. Dobbiamo proseguire così, facendo sempre meglio” ribadisce Calcinaro (nelal fotto piazza del Popolo alle 18). Che dà forza anche ai piccoli comuni, impegnati in prima linea, che insieme si stanno muovendo: “Noi sindaci – scrive a nome dei colleghi Tano Massucci, primo cittadino di Monte Vidon Combatte - vogliamo ringraziare di cuore in primo luogo: gli operatori sanitari, la Protezione Civile e le forze dell'ordine. Tutti ad ogni livello si stanno prodigando perché questa emergenza, tanto aggressiva quanto inaspettata, possa essere superata con minor danno possibile per tutte le nostre comunità”.

Il loro appello è come quello del capoluogo: “Cerchiamo di fare la nostra parte nell'azione di controllo e soprattutto di convincimento delle nostre popolazioni sulle buone norme da seguire affinché questo brutto momento si superi quanto prima. Siamo convinti che "stare a casa" sia il mezzo di prevenzione più efficace per evitare il contagio e comunque per diluire nel tempo il numero delle persone sintomatiche e fare sì che i posti letto, più o meno attrezzati, siano adeguati alle richieste”.

r.vit.

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