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Fermo, si vota. I pensieri finali di Calcinaro, Interlenghi, Giacobbi e Fortuna tra piazza e quartieri

19 Settembre 2020

di Raffaele Vitali

Come si chiude una campagna elettorale racconta sempre qualcosa del candidato sindaco. A Fermo, quest’anno, sono in quattro a giocarsi la poltrona del Comune: Paolo Calcinaro, Renzo Interlenghi, Stefano Fortuna e Lorenzo Giacobbi. Diversissimi come persone, “ma poi i nostri programmi si assomigliano molto, è la qualità di ognuno che farà la differenza”. E se ha ragione Fortuna (5 Stelle-Altra fermo) mai come questa volta bisogna valutare.

Hanno scelto angoli diversi della città, mentre anni fa ci si alternava in piazza, con un tempo prefissato per ogni candidato. Quartieri protagonisti e il salotto della città che per qualche ora rivive un comizio, anzi doppio visto che a quello di Interlenghi si aggiunge quello di Maurizio Blasi, ex capo del Tg3 Marche e oggi partner del viaggio del centrosinistra.

Il sindaco in pectore Paolo Calcinaro (Piazza Pulita, La città che vogliamo, Fermo Forte, Non mi Fermo, Fermo si Muove) ha chiuso in maniera coerente con il suo operare: tra la gente. Poche parole, tante ‘gomitate’ con i cittadini al posto delle canoniche strette di mano. Un super tour che lo fa arrivare poco prima della mezzanotte in piazzale Azzolino per la chiusura, stanco e senza voglia di parlare e di farsi fotografare. Il suo pensiero lo aveva già espresso sui social e con un comunicato stampa con cui ha raccontato quello che accadrà a Casabianca. “Non chiudo la campagna elettorale con una grande adunata ma in giro per i quartieri, in giro nella mia città. Come sempre e come sempre farò nei prossimi anni, sindaco o non sindaco. In questi cinque anni ho provato a dare tutto, ho provato a risolvere, ho provato a fare invece di attendere come troppo spesso è accaduto” è la chiosa di Calcinaro mentre in piazzale Azzolino, dove i suoi l’hanno atteso a lungo, si scherza, si beve una birra, si pensa già al domani. Lui sa che la coalizione, anche se ampliata e diversificata, dipende da lui e la presenza di tantissimi consiglieri per dargli l’ultima pacca sulle spalle è una ricarica importante.  

Luoghi diversi, per due candidati sono quelli del cuore, il cordone ombelicale. Lorenzo Giacobbi (Lega), con i suoi 36annni è il giovane, l’underdog del gruppo e chiude una campagna elettorale condotta con garbo a Santa Petronilla. E come in questi due lunghi mesi lo fa parlando del programma. Lo sa che la sua forza è il simbolo della Lega, ma lui va oltre: “Il mio è un programma per i cittadini, non è questione di destra o sinistra quando si parla di sicurezza, disabilità e ambiente”. E Giacobbi di uno dei cavalli storici di battaglia della sinistra, l’ambiente, parla tantissimo e a ragion veduta, basti pensare al piano per le ciclabili e alla voglia di rendere Tipicità e il mercato del sabato due luoghi di vita e di acquisto, per ridurre anche gli spostamenti e quindi l’inquinamento. E la gente ascolta, anche se l’età media è un po’ più alta degli altri comizi. Non sarà, un trascinatore di folle, ma il suo modo di condurre la campagna elettorale resterà agli atti.

Per Stefano Fortuna il cuore è al Tirassegno. La chiusura è tipica del Movimento e se vogliamo anche della sinistra, che in questa campagna elettorale è sembrata più lontana ma che avrà lavorato casa casa. Ci sono i tavoli pronti per accogliere il pesce fritto, rigorosamente home made, e le sedie rosse e gialle, in stile coalizione, nel campo da calcetto per poter ascoltare l’architetto degli orti. “Noi sappiamo che esserci stati in questa corsa ha già permesso di cambiare qualcosa. Anche nel dibattito. Il nostro obiettivo resta quello di ‘aprire’ il Comune, far cambiare aria perché Fermo merita di essere più dinamica. Se abbiamo un difetto – prosegue Fortuna – è che noi ragioniamo a lungo termine, non ci interessa la festa del giovedì sera, ma il modo in cui i giovani davvero restano in città. Per cui, a prescindere dall’esito elettorale, nei prossimi cinque anni lavoreremo e tanto perché si può incidere in tanti modi”. Non perde il sorriso Fortuna, ha finito di preparare i tavoli, la doccia fatta in pochi minuti, la festa di chiusura se la merita salutando con una promessa: partecipazione.

Che poi partecipazione è una parola bellissima, spesso abusata. Perché per il sindaco partecipazione è stare tra la gente, per i 5 stelle è organizzare tavoli tecnici, per Giacobbi è in un ricchissimo programma da affrontare angolo dopo angolo. E per il centrosinistra?

Renzo Interlenghi (Pd, Fermo Coraggiosa, Fermo Capoluogo, Agire Locale) l’ha ritrovata in una squadra cresciuta giorno dopo giorno. Non ha già vinto, checché ne dicano i suoi salendo sul palco di una piazza che pian piano è cresciuta come affluenza e calore, ma ha rianimato una sfida altrimenti inesistente. “Martedì, dopo lo scrutinio, l’impegno di tutti è riportare la discussione dentro il Consiglio comunale, il vero luogo del dibattito in questi anni dimenticato” scalda la platea Nicolai, segretario Dem. Fa effetto rivedere il palco in piazza non per un concerto o una sfilata, si parla di politica e di futuro, chiaramente se ne parla con continue critiche al sindaco attuale. Ma non poteva essere diversamente, i voti vanno presi in casa Calcinaro per raggiungere l’obiettivo: “Vogliamo il ballottaggio, perché poi vinciamo” riprende Interlenghi. Che un merito lo ha avuto: ha ricompattato parte di quel mondo che il Pd aveva visto pian piano allontanarsi, a cominciare dai giovani che in tanti sono rimasti ad ascoltare Interlenghi e senza birra in mano convinti da quel “Fermo è antifascista” urlato pacatamente dall’avvocato.

Finisce così la campagna elettorale, con Futura di Lucio Dalla che riempie piazza del Popolo, con piazzale Azzolino che si svuota con calma, con Santa Petronilla e il Tirassegno che una cosa l’hanno guadagnata: un loro pezzo in Consiglio ci andrà di sicuro.

Martedì ci sarà il nuovo sindaco, il ballottaggio è quotato come la vittoria della Champions dell’Atalanta, e una certezza: Fermo in questi cinque anni è cresciuta e ha ripreso a camminare, ai cittadini decidere chi ha la strategia migliore per farla correre.

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