
FERMO - È partito il conto alla rovescia. Mancano 38 giorni alla tappa Chieti – Fermo (16 maggio), che si concluderà con lo strappo finale del Girfalco, con un passaggio a Capodarco, con inevitabile ricordo di Gaetano Gazzoli.
Il sindaco Mauro Torresi fa gli onori di casa. Ci sarebbe di certo voluto e dovuto essere Paolo Calcinaro, ma dalle pedalate lungo le strade delle Fiandre è tornato ad Ancona, essendo assessore regionale alla sanità. “Dopo 54 anni, dopo Gianni Motta che tagliò il traguardo su viale Trento, il Giro è di nuovo qui. Un lavoro collettivo per riuscirci. Il Giro passerà in mezzo alla piazza e arriverà al Duomo, credo che di meglio non potremmo offrire ai corridori e ai tanti appassionati”.
La tappa porta turismo e cultura, ma soprattutto sport che per undici anni è stato affidato ad Alberto Maria Scarfini, oggi candidato sindaco alle elezioni del 25-26 maggio. “Chiudiamo un cerchio – si può dire una ruota – con lo sport fermano che conferma di aver saputo proporre più tipi di sport e a ogni livello. È la conferma anche di come abbiamo saputo usare lo sport per fare promozione di un territorio piccolo, produttivo e bello” aggiunge Torresi.
Il programma sarà arricchito anche da laboratori insieme con Rcs e la biblioteca. Ma soprattutto, porteremo in vetrina tutta la provincia. “Dobbiamo fare squadra, per questo non racconteremo solo Fermo”. Una tappa unica, coni muri e l’arrivo in centro storico, come sperimentato in tre anni di Tirreno Adriatico. Tutti abbiamo di fronte la vittoria di Petere Sagan, oggi con questa tappa del Giro ribadiamo ‘Fermo c’è’. Avere Bennati qui, come testimonial, fa capire l’importanza dell’evento. La biciletta per il Fermano è importante, è nel Dna. Le Marche creano campioni, anche grazie al Gran premio di Capodarco, dove spesso esplodono i migliori giovani” aggiunge l’assessore allo Sport, Alberto Maria Scarfini, salutando Stefano Allocchio di Rcs, collegato da Milano, e Luca Capodaglio per la collaborazione sul territorio.
Per il presidente del Coni Marche, Fabio Luna: “Allocchio è ormai un marchigiano, è davvero vicino alla nostra Regione. Fermo è sempre in prima fila, non solo nei grandi eventi, ma con percorsi di sport. Sono felice che ci sia Bennati, qui con noi, perché è uno di quelli che con lo sport ha davvero insegnato comportamenti e valori. Avremo oltre 100 eventi sportivi di livello nelle Marche: turismo, socialità, promozione e tanto altro dietro ogni iniziativa. Solo per ilGiro ci saranno 200 televisioni del mondo collegate”.
Massimo Romanelli, presidente Fci Marche: “Negli anni 60 e 70, i lughi di maggior fervenza ciclistica correvano anche dal punto di vista economico. Il calzaturiero, non a caso pullulava negli anni migliori di realtà ciclistiche. Magari non torneremo a quei livelli, ma il Fermano può ancora raccontare la storia. Questo non è un evento di passaggio. Pensiamo a Capodarco, un vera vetrina che misura la passione ciclistica. I grandi aventi alimentano la passione, poi è il lavoro quotidiano che fa arrivare i frutti e fa crescere i grandi campioni”.
Ci saranno marchigiani da tifare, come Giulio Pellizzari. “Il ciclismo è uno sport complicato da organizzare, per questo è fondamentale avere le istituzioni al proprio fianco, perché noi stiamo in strada, passiamo sotto le case delle persone”.




Daniele Bennati, ex ct nazionale di ciclismo, è stato l‘uomo del treno di Mario Cipollini ed è a Fermo non a caso: “Sono cresciuto con Mario e Vincenzo Santoni, due anni in cui ho imparato il mestiere e mi hanno aperto le porte del Giro d’Italia. Che è il sogno di ogni bambino che sale in bicicletta. Tornando indietro ne avrei fatti di più, rispetto a Tour e Vuelta. Rispetto a oggi, quando guardavo io il Giro c’erano tanti campioni italiani. Nelle Marche abbiamo una delle migliori promesse, Pellizzari, ma aggiungo anche Garofoli”.
Sta a lui parlare della tappa: “Chi vince il blockhouse mette una bella ipoteca sul Giro, arrivando a Fermo dopo quella complessa giornata, la tappa sarà molto combattuta. Sia per chi vorrebbe provare una fuga, magari perché fuori classifica, sia per chi vuole brillare sui muri marchigiani, magari per recuperare distacchi”.
Bennati lascia sul tavolo un ultimo auspicio: “Spero di vedere tanti alunni a bordo strada, chiedo al Comune di farli partecipare. È bello per i corridoi sentire i più piccoli tifare”. Di certo ci saranno tantissimi volontari e uomini e donne delle forze dell’ordine: “Abbiamo 153 incroci da presidiare” chiarisce Torresi, che regala così un assist al questore Eugenio Ferraro, che parla a nome di tutti i vertici delle forze dell'ordine: “Ho avuto esperienza con il Giro d’Italia, sarà importante rispettare tutti i tempi. Ci sarà anche una verifica dello stato delle strade, aiutateci a fare bene il nostro lavoro, ma sono tranquillo, perché so che lavoro con professionisti”.
Il finale è tutto per Stefano Allocchio di Rcs, ovvero chi organizza la corsa rosa: “Parto con un grazie, a Paolo Calcinaro, un ciclista vero”. Quella di Fermo è una tappa che ricalca quelle passate della Tirreno-Adriatico. “Sono 156 km, con un dislivello di 1900 metri, ricco di muri. Prima quello di via Cardarelli, pendenza al 20%, con un traguardo volante. Poi la statale e via per Capodarco, poi il muro di via Reputolo, con pendenze al 22%, per poi passare in piazza del Popolo e arrivare al Girfalco, dove già ha vinto in passato Peter Sagan”.
Da sempre, nel circuito, le tappe marchigiane sono definite ‘tappe trabocchetto’. “La storia ciclistica di Fermo è importante, Capodarco è una tappa nazionale per i giovani”. E il riferimento a Capodarco apre al lungo applauso per Gaetano Gazzoli, l’ideatore del Gran premio, ricordato dal figlio Simone: “Ci sarà un grande poster sul muraglione. Ce la metterò tutta per non far fermare quello che lui ha creato”.
r.vit.
