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Fermo, percorsi protetti per i casi di Coronavirus. La Cisl: "Tutelare il personale, non c'è solo il Covid 19"

4 Marzo 2020

FERMO – “Servono urgentemente delle vere e proprie zone filtro nei Pronto Soccorso di tutti gli ospedali delle Marche, non solo in quelli delle zone con casi acclarati”. La richiesta arriva dalla Cisl Fp Marche che parla d misura base per muoversi di fronte all’emergenza Coronavirus.

E l’ospedale Murri non sta a guardare. Da ieri è stata montata dalla Protezione Civile di Fermo una piccola tenda davanti all’ingresso del pronto soccorso che funge da pre triage. Ma non solo, perché sono stati definiti anche i percorsi in caso di Covid 19, per evitare contaminazioni indirette e problemi al personale. “Servono misure urgenti di prevenzione per operatori, professionisti e dipendenti della sanità regionale” ribadisce la Cisl.

Sono sempre in prima linea i volontari. Che pagano disattenzioni altrui, come quella che ha portato un equipaggio della Croce Verde di Porto Sant’Elpidio in isolamento dopo essere intervenuti per il caso i ‘codice verde’ a Lido di Fermo, diventato poi il primo fermano colpito da coronavirus.

Il protocollo prevede che l’ambulanza se rientra con un caso accertato abbia un accesso diretto al reparto di malattie infettive. In caso di chiamata e di dubbio, invece, il paziente viene portato all’interno del Murri attraverso un percorso protetto che evita il contatto con stanze e personale non protetto.

“I casi sospetti ed i pazienti con sintomatologia dubbia - afferma la Cisl Fp - non devono accedere nelle strutture sanitarie: il loro 'triage’ deve essere fatto in zone esterne da personale dotato di tutti i dispositivi utili alla protezione individuale, lontani da altri utenti in sosta. È inconcepibile, a distanza di due settimane dall'esplosione del virus in Italia - attacca Cisl Fp - che decine di medici, infermieri ed Oss delle Marche o, peggio, familiari e utenti ignari ma trovatisi nel posto sbagliato, debbano essere messi in quarantena perché venuti a contatto con pazienti colpiti dal virus diagnosticato dopo ore di contatto con i presenti”. È quanto accaduto ad esempio a Pesaro, dove ci sono numerosi medici di famiglia in quarantena. “Vanno presidiate - aggiunge Cisl Fp - anche le diagnostiche e le sale d'attesa con percorsi dedicati per chi arriva con quesiti diagnostici del medico di base di patologie bronco-polmonari”.

Le Asur si stanno organizzando, a Fermo è stato alzato anche un muro all’interno per dividere al meglio il percorso, ma deve esserci una coesione tra tutte le componenti, dentro e fuori dall’ospedale proprio per garantire chi lavora senza sosta, oltre che i cittadini. “Pensare che tutte le altre patologie si siano fermate perché è arrivato il Covid-19 è solo un'illusione. - ricorda Cisl Fp - Il carico di lavoro assistenziale, quindi, si è raddoppiato, mentre le forze in campo, già ridotte prima dell'infezione, sono diminuite anche a causa della quarantena. Tutti gli operatori e professionisti della sanità - ribadisce - chiedono con forza alla Regione e alla Protezione Civile di essere messi in condizione di lavorare in piena sicurezza”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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