
FERMO – Traiettorie internazionali con una sola destinazione: il Fermo Forum e Tipicità. “Mai come quest’anno il festival è proiettato verso il mondo, dal 6 all’8 marzo il glocal farà parte di noi” sottolinea Angelo Serri, direttore di Tipicità e fondatore insieme con Alberto Monachesi.
Una 34esima edizione speciale con una madrina che arriva direttamente da Rai 1: il nastro sarà infatti tagliato da Monica Caradonna, volto di Linea Verde Italia che ha fatto della narrazione dei territori la sua missione, raccontando al pubblico un’Italia fatta di ricerca, tradizioni, bellezza e innovazione.
Tra i paesi protagonisti ci saranno l’Argentina, tra Pampa e Patagonia, con al centro Bahia Blanca, la città gemellata con Fermo. Un ritorno più ricco, con produttori di specialità tipiche e tanti motivi per approfondire la conoscenza di questa realtà.
Spazio al Marocco con El Jadida che possiede una maestosa fortificazione storica dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, monumentali cisterne ipogee ed anche sconfinate spiagge bagnate dall’Atlantico.
Confermate lee relazioni con il Giappone, partner di Tipicità con l’università Ritsumeikan di Kyoto, che porta al festival il rito della soba, insieme al responsabile della Nippon Food Academy, Takashi Kido, e agli esperti della celebrata carne bovina Wagyu.
Un focus sugli Stati Uniti, con l’incontro organizzato dall’Ordine dei giornalisti delle Marche sabato mattina alle 930. Ospite il giornalista Del Sole 24 Ore Patrizio Cairoli, in collegamento ci sarà anche il giornalista Iacopo Luzi da Washington. Due ore di formazione aperte al pubblico per capire il sistema americano e le sue evoluzioni durante la presidenza Trump con conseguente impatto sulla geopolitica.
Profumerà anche il caffè del Perù grazzie all’esperta Mildred Nagira Cuyubamba Caro, in virtù delle relazioni d’interscambio sviluppate dall’Istituto Einstein-Nebbia di Loreto.
Immancabile lo spazio per l’Europa: dalla Polonia con il festival di Czeremcha, ubicato al confine con Bielorussia ed Ucraina, nell’ottica delle diversità che invece dello scontro cercano un incontro costruttivo.
Parole ma poi come sempre a parlare sarà la cucina, con degustazioni, piatti tipici e la possibilità di acquistare prodotti unici delel Marche e del mondo chiamato a raccontarsi nelal tre giorni.
