
FERMO - “Serve una politica che sappia prendere posizioni politiche chiare e decise in materia di sanità pubblica, di lavoro e di politiche sociali”. Parte da questo concetto la mini coalizione che si è presentata come base per costruire l’alternativa a dieci anni di amministrazione Calcinaro.
Mini coalizione perché al momento ne fanno parte Pd e Avs oltre a La città che vogliamo, la forza guidata da Nicola Pascucci che da anima di sinistra della maggioranza è diventata prima oppositrice. Hanno invece preso tempo il Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista.
Ci sono stati numerosi incontri prima della presentazione, ma non sono bastati a superare le differenze. Servono ulteriori passaggi interni per definire il percorso comune. Che intanto ha un programma pieno di idee, più che di progetti realizzabili.
“Idee e valori sono fondamentali per poi arrivare al nome e ai nomi” spiega Pascucci affiancato da Sandro Vallasciani per il Pd senza testa, si è infatti dimesso il segretario Iagatti, ed Enrico Martini, segretario di Avs. In prima fila, ad ascoltarli, c’erano i big del centrosinistra locale: Interlenghi, Montanini, Nigrisoli e la futura segretaria Dorotea Vitali. Con loro Morroni e Benni. “Entro febbraio avremo anche il candidato”. Di nomi ne girano tanti, c’è chi spera in un Giostra, che sia Igor o Glauco per i Dem cambierebbe poco.
La coalizione ha già un nome: ‘Fermo Città Comune’. “insieme ragioniamo sulle priorità, consapevoli che una città co un centro che muore no può sopravvivere. E questo vale anche per il sistema economico che è in gande difficoltà” ha sottolineato Vallasciani. Per Martini “sarà importante trovare il modo di non far restare più nessuno indietro. Abbiamo idee e progetti, ci lavoriamo da due anni, non da adesso”.
Come da tempo lavora a una alternativa Nicola Pascucci, affiancato da Gaia Capponi: “Se siamo qui è perché con Calcinaro non si poteva più lavorare, soprattutto da quando il civismo è diventato di destra. E questo lo devono capire tutti quelli che ne fanno parte. Siamo aperti a chi si trova lì, ma sa bene di voler stare da un’altra parte” prosegue Pascucci.
Tra i punti della coalizione nascente c’è il problema della casa: “Istituiremo l'Ufficio Comunale per il Diritto alla Casa rivolto a giovani coppie, famiglie, anziani soli, studenti e lavoratori” assicurano. Questo per far capire che loro hanno progetti che li tengono uniti e non un nome come il centrodestra, ovvero Alberto Scarfini".
Ma non solo, visto che Dem, Avs e civici riprendono uno dei punti cardine del programma che Matteo Ricci aveva presentato ai cittadini candidandosi a Governatore: “Trasporto pubblico urbano gratuito per gli studenti e gli over 65 residenti nell'area comunale”.
Tra i punti cardine c’è la sanità, con una maggior condivisione della popolazione e la certezza che il vecchio Murri resterà un presidio sociosanitario. “E’ finita l’era del ‘no logo’ a Fermo, tutti lo devono sapere, il centrodestra coi suoi partiti è ormai parte dell’amministrazione. Scegliere da che parte stare è decisivo” concludono i promotori di Fermo Città Comune.
