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'Fermo, hai tutto il tempo' è la nuova guida della città che tra Rubens e cisterne racconta l'arte contemporanea

29 Marzo 2026

di Raffaele Vitali

FERMO – Sette donne e un uomo, il prof Nunzio Giustozzi: ecco il team che ha creato la nuova guida dal titolo ‘Fermo hai tutto il tempo’.

“Un claim che nel 2023 abbiamo utilizzato per ribattezzare il mondo dei musei della città. Una frase che gioca sulla parola fermo, ma che soprattutto in quel ‘hai tutto il tempo’ racchiude la storia della città che ha nella sua consequenzialità una certezza. Partendo dall’archeologia, dalle cisterne romane, fino ad arrivare al contemporaneo che anima alcune sale della pinacoteca. C’è poi un altro significato, quello del rallentare che Fermo impersonifica. Perché qui è necessario ascoltare, approfondire, conoscere e conoscersi. In una fase così complessa, il, titolo diventa un invito gentile alle persone” spiega l’assessora alla Cultura, Micol Lanzidei.

Tutto questo è finito all’interno di un piccolo volume che sulla quarta di copertina riporta una frase di Palo Volponi: “Io amo molto Fermo, la sorella carnale di Urbino, più bionda, più pingue e di carattere più aperto e dolce”.

Un lavoro intenso, coordinato da Vissia Lucarelli, che ha visto in azione sette esperti del territorio. È stato un lavoro iniziato con la ricerca, perché quando si vuole scrivere qualcosa prima bisogna conoscere quello che c’è, incluso il contratto di lavoro firmato da Rubens, ed è per questo che abbiamo inserito una ricca bibliografia che arricchisce la guida. Che non è esaustiva, sarebbe servito un volume enorme. Noi invece abbiamo pensato a un prodotto che può essere acquistato anche dai fermani che vogliono conoscere qualcosa in più della propria città” aggiunge Lucarelli.

Un volume tra l’altro multimediale, all’interno ha Qrcode con approfondimenti e lavori che possono coinvolgere anche i più piccoli, oltre a click che rimandano ai lavori di restauro  delle opere principali. “L’abbiamo pensato come uno strumento per aggiornarsi, per conoscere davvero quello che invece sarebbe a uso degli specialisti. Se io conoscono bene un luogo, posso raccontarlo al meglio a chi non sa” riprende il sindaco Maurro Torresi mentre sfoglia il libretto, ammirandone le foto realizzate da quattro fotografi.

Un vero lavoro corale, edito da Maggioli Cultura, ed è per questo che ogni protagonista ne racconta un pezzetto. A cominciare da Matilde Galletti, presidente Karussel e docente all’Accademia di Brera, che ha portato il contemporaneo a Fermo. “Quattro anni fa è iniziato il percorso di fiducia che il comune ci ha accordato, sostenendoci e supportandoci. Se Fermo è famosa per la bellezza del suo passato, per il Rubens e le cisterne, lo è ora anche per l’arte contemporanea. Un riconoscimento non scontato, perché Fermo è in una situazione periferica. Ma il punto debole è diventato il puto di forza”.

Con determinazione, idee e capacità progettuale, “abbiamo portato artisti a conoscere la storia e li abbiamo invitati a dialogare. L’approccio all’arte contemporanea è stato quello di far conoscere agli artisti  il luogo, hanno capito il senso di quel ‘Fermo hai tutto il tempo’. E hanno potuto così raccontare una storia della città usando il contemporaneo”. È così che sono stati vinti tre bandi Pac, di cui una è oggi il volto dell’Italia alla Biennale di Venezia: “Oggi siamo un esempio di buon modo di lavorare sul contemporaneo. Mi muove il desiderio di offrire alla mia comunità qualcosa di cui offrire con i tempi giusti, con la possibilità di conoscere davvero” ribadisce Galletti.

Supporto, condivisione e confronto: i segreti che fanno crescere Fermo. Che non resta ferma a osservare il bello, ma sviluppa anche il nuovo, forte della sua storia.

Annalinda Pasquali, docente e presidente Slow Food del Fermano, porta il visitatore dentro l’arca del gusto che ha aperto le porte alla salsiccia fermana, che diventa uno dei 5mila prodotti mondiali premiati per la propria artigianalità. “Nel mio contributo ho voluto far capire che i prodotti che caratterizzano il territorio sono legati anche al paesaggio. Se un viaggiatore cerca opere d’arte, trova nel paesaggio, che non è solo il panorama, un ambiente unico che ti permette di incrociare un Crivelli, come una mela rosa o  un pecorino fatto con la pecora sopravissana che vive solo in questo territorio e che per le erbe che mangia è poi unico nel suo genere”.

Ricorda la presidente: “Scegliere il cibo  da portare in tavola è un atto politico. Scegliere tra produzione industriale o locale, orienta il mercato e l’economia. E su questo dobbiamo lavorare, continuando a valorizzare i tre presidi e dando spazio e tempo a prodotti caratterizzanti”.

Volto ‘esterno’ alla provincia è quello di Francesca Coltrinari, docente UniMc, che ha curato il primo catalogo della pinacoteca civica nel 2012 e oggi crea la connessione tra mondi che sembrano distanti: “Le strade in cui passavano gli artisti erano quelle dei commerci. Per cui, i Crivelli sono arrivati a Fermo perché qui giravano grano, olio, arance. Per cui giusto abbinare nella guida il percorso del cibo con quello dell’arte”. La prof lusinga Fermo: “Qui c’è un vero team formato, di qualità. Nasce così una guida snella, in cui poter ammirare anche i documenti storici, incluso il contratto con Rubens”. Per lei, nella guida, un focus sui Crivelli, che a Fermo hanno lasciato poche tracce: “Una madonna per il palazzo dei Priori è andata perduta, ma abbiamo un Vittore Crivelli nel museo diocesano. Ci sarebbe un Lotto, che ora è in vendita, chissà…” sorride la professoressa.

Una guida che vuole conquistare il, turista, “che cerca risposte anche semplici alle sue curiosità. E lo facciamo grazie a un linguaggio semplice” riprende Vissia Lucarelli. Annuisce l’assessora: “Noi abbiamo un museo che è ancora umano”.

Come lo è la biblioteca, un luogo che a libri incredibili abbina 300 eventi l’anno che la rendono fondamentale per cittadini di ogni età. Merito del lavoro e delel idee della direttrice Maria Chiara Leonori: “A livello internazionale si lavora in ottica Mab, ovvero musei, archivi e biblioteca. Ogni realtà potrebbe vivere da sola, ma l’integrazione diventa un supporto. A Fermo lo stiamo vedendo e la guida ne è un esempio fisico. Abbiamo messo a disposizione pezzi rari delle nostre collezioni per le artiste del contemporaneo. Abbiamo così crato una cultura circolare. Nel mio testo ho scelto di puntare su un libro non così noto, ma il Cellarius che racconta l’astronomia della seconda metà del 600, il periodo in cui nasce la nostra biblioteca”.

Scegliere la cosmografia diventa utile per raccontare una storia che guarda nel tempo all’evolversi della disciplina, è quello che vogliono fare i nostri musei, quello che vuole fare la città. L’assessora ha cambiato lo sguardo della città e lo dico per la biblioteca, che da luogo antico e si è lanciato all’esterno, verso il futuro”.

Nel ciclo della vita dell’arte, non si può che scendere verso il basso, sotto quella piazza del Popolo ammirata e fotografata. Basta seguire le parole di Sara Bernetti, archeologa dei musei di Fermo. “Mi sono occupata delle cisterne romane, l’elemento più cercato e visitato della città. Ma l’ho fatto cercando di raccontare un luogo che dopo 2mila anni è perfettamente conservato. Un luogo non così studiato, ma che è da sempre il più cercato con le sue 30 sale comunicanti dotate pure di un picolo e stretto canale fondametale per eliminare il limo”.

All’interno della guida, “che per noi è più un invito", il Comune vuole andare oltre con un racconto che diventa un invito a fermarsi. Magari per ammirare chicche sconosciute, come il fatto che fosse consuetudine dei fermani sostituire, dal dipinto nella sala dei ritratti del palazzo dei Priori, il volto del cardinale quando questo veniva sostituito dal nuovo incaricato. Un modo per risparmiare tempo e tele. Quelle che riempie senza sosta Sandro Trotti, l'artista che, raccontato da Giustozzi, è un po' la cerniera tra storia e futuro.

La guida è acquistabile al punto informativo.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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