
FERMO _ Ci sono 70mila italiani in medio oriente. I numeri li ha forniti il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. L’80% ci vive stabilmente, di questi 30mila si trovano tra Dubai e Abu Dhabi. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. Quanto a Israele, vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano, mentre in Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti. La situazione più complessa, per numero di connazionali presenti, è quella di Dubai e Abu Dhabi.
“Gli Emirati, come del resto la maggior parte dei Paesi nella regione, hanno chiuso lo spazio aereo, determinando la paralisi del traffico” ha spiegato Tajani. Stiamo lavorando alla creazione di veri e propri corridoi e reti di ambasciate per facilitare il trasferimento degli italiani verso Paesi dove sono disponibili voli, in particolare da Dubai e Abu Dhabi verso l'Oman, dal Bahrein e dal Qatar verso l'Arabia Saudita e anche India-Thailandia-Sri Lanka. Sono stati approntati in tutti i principali aeroporti anche specifici banchi di assistenza per i connazionali con personale delle ambasciate e dei consolati. Farnesina al lavoro anche per turisti dalle Maldive che dovevano transitare da Dubai e assistenza a chi passa da New Delhi e Colombo.
Non mancano i fermani. Quattro si trovano nel proto di Dubai, all’interno della nave da crociera Msc. “Ci ho parlato più volte, la situazione in nave è sotto controllo. Chiaramente è stata annullata l’ultima tapa del viaggio, che avrebbe dovuto portarli in Qatar e gli è stato consigliato di non scendere dalla nave. No appena si sbloccheranno gli aeroporti torneranno” racconta Betty Squadroni, responsabile dell’agenzia Vela Azzurra di porto San Giorgio.
Chi invece si è spaventato, e molto, è il 34enne Ludovico Valalsciani, pubblicitario che vive da tempo a Dubai. Per lui, una vera avventura con tanto di traversata del deserto in auto e per due chilometri a piedi. "Abbiamo lasciato Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e raggiunto l'Oman per fare rientro in Italia non appena sarà possibile" ha raccontato Vallasciani all’agenzia Ansa.
"Non avevo mai vissuto i bombardamenti - racconta Vallasciani - quando domenica abbiamo sentito quei rumori fortissimi ci siamo spaventati e abbiamo deciso di spostarsi con un'auto a noleggio da Dubai verso The Valley, una zona più interna, vicina al deserto, e poi insieme ad un'altra coppia di italiani abbiamo dovuto raggiungere e attraversare il confine con l'Oman a piedi, camminando per quasi 2 km sotto il sole : ci hanno controllato i documenti e dato il visto, sono stati tutti molto gentili".
Orra sono al sicuro in un hotel in Oman. “Vogliamo rientrare in Italia, ma i voli sono pochissimi, a prezzi molto alti e si riempiono subito, comunque non ci sono posti prima di una settimana circa. Lasciamo calmare le acque per poi rientrate in Italia" conclude.
Chi non sta al momento provando a tornare è invece è l’architetto Fabo Grilli: “Statisticamente, non c’è effettivo pericolo di incolumità. Torneremo tra un paio di settimana, ma l’avevamo già programmato”. Calma, quindi: “A parte lo spavento di sabato sera, quando abbiamo sentito i primi colpi intercettati in aria, i due giorni successivi hanno riportato una certa normalità, anche grazie all’efficacia dello scudo aereo. C’è un clima di rassicurazione e prudenza, in attesa di capire gli sviluppi. Tra l’altro – spiega Grilli - da oggi sono ripresi i voli da Abu Dhabi, e da domani ci si aspetta lo stesso da Dubai. Da mercoledì scuole e uffici torneranno operativi, business as usual”.
Tradotto, “la situazione qui sembra più serena di quanto non si stia dipingendo in Italia o altrove”. Che è anche il concetto ribadito via social da Federica Silenzi, l'imprednitrice elpidiense che ha scelto Dubai da anni per vivere. (foto the mirror).
