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Fatturato in calo, Nerogiardini investe: "Usa, Giappone e Corea le sfide per mio figlio. Ad aprile apriamo a Campiglione"

23 Febbraio 2026

di Raffaele Vitali

MILANO / MONTE SAN PIETRANGELI – Enrico Bracalente si siede nel privée dello stand NeroGiardini all’interno del Micam. Entra ed esce, perché deve parlare con i clienti, il figlio Alessandro. “Lui è al centro del più importante investimento in corso. Abbiamo chiuso il 2025 in calo, un -14%. Ma non ci siamo fermati a piangere, perché abbiamo le idee chiare su come invertire il trend: conquistare nuovi mercati” spiega il titolare di NeroGiardini.

Per un gruppo che è diventato il riferimento nazionale delle calzature made in Italy, oggi è fondamentale conquistare clienti all’estero. “Ed è questo il compito che ha mio figlio Alessandro, che ormai passa più giorni all’anno all’estero che a casa”.

Il brand di Monte San Pietrangeli fattura oggi 85 milioni e continua a dare lavoro dentro e fuori dall’azienda, forte della sua filiera. “La difficoltà è sistemica, il problema è che nei negozi entra il 30% in meno di popolazione. Per cui non parlerei di problema legato alla fascia media del mercato” precisa Enrico Bracalente.

“La questione è strutturale perché se cresce del 30% il costo dell’energia e così la spesa e infine la benzina, chiunque è portato a ridurre l’acquisto di beni non di prima necessità. Non ho la verità in tasca, m credo che questi fattori siano decisivi. In casa abbiamo di tutto, quindi c’è il rinvio dell’acquisto. Oppure, se necessario, si va magari su una scarpa, da usare anche per meno tempo, poco costosa. Non spendo 150 euro, ma 70”.

Per Bracalente non è un  problema solo italiano: “E’ tutta l’Europa che rallenta, poi chiaramente per noi è peggio perché per il 70% fatturiamo con l’Italia”. Non resta quindi che reagire. E per mister Neergoardini, ancora una volta, significa investire e non fermarsi: “Stiamo targetizzando sempre meglio il consumatore finale. Noi continuiamo a credere nel made in Italy. Ma dobbiamo internazionalizzarci, guardando oltre l’Europa dove abbiamo bisogno di consolidarci. Paesi Arabi, Usa, Giappone e Sud Corea sono le zone in cui si sta muovendo mio figlio, che è l’export manager. E cominciamo a vedere i primi risultati positivi. Sapendo però che è un percorso lungo. Ci vogliono dieci anni per diventare un player”.

Non sarà di certo Bracalente a fare la guerra sui prezzi: “E’ impensabile scendere sotto l’attuale costo, perché da 30 anni produco in Italia e così voglio continuare. Se guardo al futuro con ottimismo è per questo, per la filiera costruita, dai fornitori ai produttori che lavorano con noi”.

Investire oggi non lo spaventa: “Forse sconto un errore fatto in passato, quando mi sono fermato all’Italia. Ma oggi sappiamo bene dove andare per tornare a essere i player di un tempo. Abbiamo un target ampio, dai 35 ai 70 anni e quindi abbiamo un grande potenziale. Anche perché siamo pronti a rispondere a ogni riordine, siamo molto flessibili. Questo mi fa pensare al 2026 con ottimismo, le prime commesse sono positive”.

Come positivo sarà l’impatto del nuovo outlet a Campiglione: “Apriremo ad aprile, un investimento da 8 milioni di euro che si aggiunge alla ristrutturazione del palazzo a Milano, dove abbiamo creato quattro showroom, uffici, sala riunioni e tre appartamenti. È davvero la casa di NeroGiardini” conclude Bracalente.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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