
FERMO - Expandere è il nome dell’iniziativa che ogni anno riunisce il mondo della Compagnia delle Opere Marche sud. Una parola che ha tanti significati, come spiega il direttore Massimiliano Di Paolo che ha scelto Fermo, insieme con il presidente Emanuele Frontoni, e il rinnovato mercato coperto come hub di riflessione. Sala piena di imprenditori e di istituzioni, dalla Regione al Comune, dalla prefettura al Governo.
Cosa significa Expandere?
“L’idea è quella di allargare la conoscenza, di allargare le relazioni e di creare connessioni. Il tutto sempre in movimento. Partendo da temi importanti, come l’innovazione e le persone. Che non devono confliggere ma interagire”.
Il format funziona?
“L’obiettivo è la conoscenza e cerchiamo di raggiungerla creando dialoghi interessanti, tra mondi anche lontani”.
Di Paolo, ma la Cdo che compiti si dà?
“Noi creiamo sviluppo connettendo le imprese. Non forniamo servizi diretti, ogni cosa è fatta dai soci. Creiamo network, connessioni e rapporti”.
Quale è il vostro rapporto con le associazioni di categoria?
“Nessun competizione, anzi con Cna collaboriamo spesso. Ed è un aspetto fondamentale (in sala anche il direttore di Cna Fermo Andrea Caranfa, ndr). Un esempio son gli incubatori”.
Di Paolo, ma le imprese come stanno?
“I settori tecnologici vanno bene, ce ne sono altri che fanno fatica, come il meccanico e l’automotive. Su questo dobbiamo capire le politiche industriali da adottare”.
Preoccupato?
Soprattutto per i giovani che se ne vanno. Dobbiamo trattenerli. Come Cdo lavoriamo a incubatori per agevolare la crescita delle start up, ecco questo è un percorso da ampliare a livello regionale”.
Il vostro rapporto con la politica?
“Non siamo ai tavoli, perché non siamo un’associazione di rappresentanza. Ma gli input li diamo sui contenuti. A noi non interessa la poltrona, ma trovare la strada giusta. Auspichiamo persone serie al comando che siano un valore aggiunto”.
Cosa può chiedere al governatore Acquaroli di fare per i prossimi cinque anni?
“Il tessuto imprenditoriale sta cambiando, dobbiamo prenderne atto. Le imprese che nascono devono poter crescere nelle Marche. Un consiglio potrebbe essere di creare una vera agenzia che sostenga lo sforzo imprenditoriale del privato. Siccome Acquaroli ha parlato di rivedere le funzioni della Svem, questo potrebbe essere un primo spunto. Avere una realtà più vicina alle imprese, non solo a quelle che portano innovazione, pensiamo alla manifattura”.
r.vit.
