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Ex Gigli, c'è il prezzo. Moreschini chiede al Comune 2,9 milioni: "Fatte tante migliorie". Marcotulli: 500mila euro di troppo

30 Ottobre 2020

PORTO SANT’ELPIDIO – Vola la burocrazia in certe occasioni. Il 17 ottobre è partita la lettera di Nazareno Franchellucci diretta alla Azzurro Srl, la società proprietaria dell’ex Gigli, rappresentata da Aldo Moreschini. Lettera in cui il sindaco chiedeva una proposta di vendita dell’immobile dopo la decisione della Giunta, il 15 ottobre, di perseguire l’acquisto. Dieci giorni ed ecco, datata 28 ottobre, la risposta di Moreschini.  Due pagine dettagliate che si chiudono così: “Si ritiene di poter rinegoziare i patti stabiliti proponendo un valore complessivo del bene pari a 2milioni 950mila euro”.

I DUBBI DI MARCOTULLI

Il prezzo finale Moreschini lo spiega passo dopo passo. Punto dipartenza il valore pattuito nel contratto preliminare per la parte a uso pubblico: 1.951.000,00. “Ed è qui il primo inghippo, visto che la cifra dovuta dovrebbe essere di 1,4 milioni” commenta il consigliere comunale di Fdi, Giorgio Marcotulli. Il geometra non è in realtà stupito della richiesta avanzata dalla Azzurro per tutto il Gigli, ma è anche chiaro su quanto sarebbe invece il prezzo congruo. “Considerando che i 600metri quadri del comune non possono valere più di 1,7, somma intermedia su cui l’intesa si sarebbe raggiunta, è impensabile che la restante parte valga più di 800mila euro. Quindi, massimo il Comune può pagare l’ex Gigli 2,4-2,5 milioni”.

LE RAGIONI DEL PRIVATO

Il privato motiva il costo “con i lavori fatti per aumentare il livello qualitativo delle opere nell’ottica di realizzare un edificio da lasciare alla pubblica utilità come simbolo della piazza cittadina, pur mantenendo i caratteri tipologici dell’opera tutelata da un vincolo storico. Una funzione pubblica che ha inciso in ogni scelta tecnica per l’intero edificio”.

Lievita quindi il costo “visto che rispetto alla cifra pattuita tre anni fa – prosegue nella lettera Moreschini – sono da considerare ulteriori miglioramenti non strettamente necessari che hanno portato a una oggettiva ottimizzazione dei locali destinati alla pubblica amministrazione”. E via il nuovo elenco, che segue quello delle migliorie fatte (impianti potenziati, solai e soppalco dimensionati per reggere la biblioteca, ascensore…): “La ricostruzione delle iscrizioni e degli elementi decorativi e l’installazione di una linea elettrificata anti piccioni a protezione delle facciate come richiesto dall’Amministrazione”.

IL PREZZO CONGRUO

Secondo Marcotulli ora sta al sindaco Franchellucci trattare in maniera vincente: “È chiaro che i 2,9 milioni sono un regalo al privato. Considerando i 400mila euro già dati come caparra e il fatto che lo spazio pubblico non è pronto, manca la certificazione anti incendio che costa 150mila euro. Nel caso, con un mutuo di due milioni l’operazione si può chiudere”.

La valenza dell’ex Gigli per la città è grande, riprende Marcotulli, che però è anche critico: “Si sarebbe potuta creare una divisione migliore degli spazi interni se fin dall’inizio si fosse valutata l’acquisizione completa del bene. Oggi diventa difficile immaginare una finalità che non prevede il commerciale, anche se ogni scelta deve mettere in connessione la biblioteca con il restante spazio”.

Sarebbe bene conoscere le strategie prima di chiudere l’acquisto, secondo l’ex candidato sindaco. “E comunque il costo non deve superare i due milioni e mezzo di euro. Sapendo che quello che ci deve restare è un’opera che permetta di destagionalizzare la vita della piazza e diventare un volano per tutte le attività commerciali già presenti in zona”.

@raffaelevitali

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