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Ex Fim, la cattedrale ha le ore contate. "Demolizione, bonifica e ricostruzione: manca solo l'ok del Ministero"

26 Novembre 2021

PORTO SANT’ELPIDIO – In un mondo con meno livelli di burocrazia, la cattedrale dentro lo spazio della Fim di Porto Sant’Elpidio probabilmente sarebbe già stata abbattuta, bonificata, ricostruita rispettandone le linee e circondata dal piano di sviluppo previsto, tra case, parchi e spazi pubblici.

Ma siccome c’è la burocrazia e ci sono numerosi livelli decisionali, si va avanti passo dopo passo. Questa volta, però, dalla Conferenza dei servizi ne è uscito uno più grande. E questo nonostante il tentativo del 24 novembre del circolo di Legambiente che ha scritto una lunga e documentata lettera a mezza Italia con l’obiettivo di salvare lo scheletro e di chiedere, tra le altre cose, “di rifare le analisi, in contraddittorio con l’Arpam, sulle mura della Cattedrale che risalgono a 15 anni fa e sono state fatte solo ad altezza di 50 cm da terra”.

Tornando all’incontro di questa mattina, il sindaco di Porto Sant’Elpidio, Nazareno Franchellucci, tira le somme, partendo dalla relazione del vice rettore dell’università Politecnica delle Marche, D’Orazio: “Ha ribadito che l'attuale stato delle murature non sarebbe in piedi se non vi fossero i supporti laterali presenti”.

Ma non solo: “Relativamente alla storicità si è ribadito il fatto che del corpo originario del sito solo la palazzina degli uffici è ciò che è rimasto ad oggi, il resto (la cattedrale) sono ampliamenti effettuati negli anni successivi”. Peer il vice rettore è “impossibile rendere strutturalmente partecipi le murature esistenti”.

Da qui la presentazione del progetto della Fim Spa che prevede demolizione, bonifica, conservazione dei materiali riutilizzabili e realizzazione di una nuova struttura che richiami la storicità dell'immobile. “Stando allo studio di fattibilità, si parla di 60 giorni di riattivazione di cantiere e lavori di demolizione per ulteriori 45 giorni. Poi – prosegue Franchellucci - le demolizioni delle sotto murature, la bonifica del terreno sottostante e successivamente la fedele ricostruzione edificio”.

Certo, non mancano i dubbi. La Regione Marche ha evidenziato come sia necessario prevedere ed approvare comunque un progetto ingegneristico per la demolizione “aggiuntivo e da discutere in una conferenza dei servizi dedicata alla demolizione e non al progetto di bonifica”. Praticamente la Fim Spa dovrà redigere un nuovo piano ma solo relativo alla demolizione.

Un piano che insieme con tutti i documenti sul tavolo attualmente, la Sovrintendenza delle Marche invierà a Roma. Non prende infatti una posizione già definita l’ente di tutela: “La Sovrintendenza – riprende il sindaco –prende atto della relazione della Politecnica ma ha chiarito che sarà il Ministero, nella figura della soprintendenza stessa, ad emanare un parere definitivo sulla base di tutti gli elementi in campo, per poi attendere il parere della direzione generale del Ministero dei Beni Culturali”. Per fare questa la Sovrintendenza ha garantito tempi rapidi.

“Pertanto in conclusione il progetto di demolizione e bonifica della cattedrale deve essere maggiormente specificato in alcuni punti senza la necessità di ulteriori analisi (aspetto chiave, ndr) nel sito, con un vero e proprio progetto di dettaglio, e sottoposto ad una nuova conferenza dei servizi” conclude Franchellucci.

Raffaele Vitali

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