
PORTO SANT'ELPIDIO - “Leggendo la relazione, si percepisce che mantenere la Cattedrale esporrebbe la città a un rischio ambientale e ci consegnerebbe decenni di incertezza. La tutela è un valore, ma non può trasformarsi in accanimento conservativo a carico della collettività. Credo sia arrivato il tempo, non esistendo alternative praticabili, di ragionare e decidere senza preconcetti sul futuro dell’area, se vogliamo che un futuro esista”.
Le parole del sindaco Massimiliano Ciarpella riassumono al meglio quanto contenuto in 30 pagine di relazione che gli esperti dell’università di Bologna hanno consegnato al comune, che gli aveva affidato l’incarico poco meno di un anno fa.
Il dipartimento di Ingegneria e chimica ha studiato l’ex Fim e lo stato del suo inquinamento. Il risultato, che doveva rispondere alla domanda del comune sull’esistenza o meno di tecniche di bonifica che potessero garantire salute e conservazione della cattedrale, è netto. A firmare la relazione sono i prof Maria Chiara Bignozzi, Alessandra Bonoli, Giovanni Castellazzi, Elisa Franzoni e Andrea Ugolini, con gli ultimi due di nomina della Sovrintendenza.
“Nel report – spiega il Comune - la Cattedrale viene confermata fonte di inquinamento e la lisciviazione dei metalli pesanti presenti potrebbe portare alla contaminazione delle matrici ambientali circostanti”.
Non solo, c’è un altro passaggio chiave nella relazione: “Si è rilevato come la stabilità dell’edificio sia interamente affidata alle strutture metalliche provvisionali che impediscono il collasso delle murature”. Per cui, anche l’eventuale bonifica non garantirebbe alla struttura di resistere in piedi da sola.
Gli studiosi hanno anche chiarito che le analisi effettuate fino a oggi, i campionamenti, “garantiscono un’ottima rappresentatività delle murature, è stato selezionato un numero elevato di punti di prelievo, 59 campioni su 78 sono risultati inquinati e in numerose zone i valori di superamento sono di oltre 2 ordini di grandezza superiori ai limiti”.
La lunga relazione è entrata poi nel merito delle possibili bonifiche. E qui i cinque esperti, che hanno sottoscritto la relazione, sono ancora più diretti: “Non c’è alcuna evidenza tecnico scientifica dell’efficacia di tali tecniche per la bonifica della muratura della Cattedrale”.
Aggiunge Ciarpella: “L’incapsulamento non costituirebbe una soluzione di messa in sicurezza duratura, la bonifica delle murature presenterebbe efficacia limitata e non ci sono evidenze pratiche, ad oggi, di lavori di questo genere per la bonifica e la rimozione di metalli come quelli presenti alla Fim. Difficile da praticare anche l’elettromigrazione, poiché la contaminazione degli inquinanti interessa entrambi i lati della muratura ed è una tecnica sin qui adoperata solo su terreni”.
Secondo gli studiosi “non sono attualmente disponibili tecnologie di bonifica per le murature inquinate da metalli pesanti e l’esito delle campagne sperimentali in situ è assimilabile ad attività di ricerca sperimentale”.
Per questo il sindaco «Ringrazio i professionisti dell’Università di Bologna per l’attento lavoro, abbiamo affidato questo incarico ad un ente terzo ed autorevole per trovare una soluzione praticabile circa la definitiva messa in sicurezza dell’edificio. Il responso è che allo stato attuale non esiste una tecnica provata e sicura che garantisca la bonifica”.
Peer questo il sindaco ha immediatamente convocato la Conferenza di Servizi, che si dovrebbe tenere il 10 marzo, peer definire i prossimi necessari step, consapevole che ora c’è una questione inquinamento aperta che richiede un intervento e che sta a lui decidere.
