
PORTOSANT’ELPIDIO – “Sindaco, una sola richiesta: dei rallentatori nella zona industriale. Le macchine corrono troppo”. L’ingresso di Massimiliano Ciarpella nello stand del Micam targato Eliza di Venezia serve anche, oltre che per parlare di economia, per una mini richiesta pratica. E Ciarpella, affiancato dal vice Andrea Balestrieri, non esita: “Stiamo lavorando sula nuova segnaletica e sull’inserimento di alcuni dossi. E poi stiamo studiando anche una eventuale nuova viabilità per ridurre gli innesti lungo la strada principale”.
Parole che meritano il sorriso di Martina Centanni che con il fratello Roberto guida l’azienda fondata dai genitori 45 anni fa. Risolto il problema viario, si parla di scarpe, di ordini, di Micam. “E’ la fiera di riferimento, per noi vale più del 50% del fatturato. Il resto viene da alcune collaborazioni con brand che abbiamo”.
Brand di qualità, come le scarpe che escono dallo stabilimento di Porto Sant’Elpidio. “Siamo apprezzati per la qualità e per la capacitò di passare da un sandalo a uno stivale senza perdere l’identità”. Linea donna che vive un cambiamento inevitabile: “Il tacco si abbassa anche negli stivali, massimo sette centimetri. Per più motivi, uno è anche legato alle abitudini di acquisto. La donna vuole la bellezza, ma non rinuncia più alla comodità e quindi, quando compra, guarda anche a questo aspetto. Il tacco leggermente più basso garantisce entrambi gli aspetti” spiega Martina Centanni.

Per lei, dieci anni fa la laurea in Ingegneria Gestionale e poi l’ingresso in azienda. “Abbiamo chiuso un bel 2025, lo dico con orgoglio. Ora vogliamo confermarci, vogliamo proseguire a lavorare bene”. Una realtà piccola, sette dipendenti e tutti di famiglia, che però lavora coni mercati più ambiti e complessi: Stati Uniti e Australia.
“Non stiamo soffrendo dazi. Il nostro è un prodotto di fascia alta. Non sono i quindici dollari che cambiano l’acquisto. L’Ausralia? Quando si dice che il Micam serve, noi abbiamo incontrato qui i buyer e da quel giorno ci lavoriamo, con successo. Grandi clienti che poi hanno contatti con mezzo mondo” ribadisce fieramente.
La nuova collezione è ricca, il pezzo da non perdere è quello in cavallino. “E’ la pelle del 2026, un materiale pregiato che però piace al mercato. L’importante è lavorarlo al meglio e su questo i nostri artigiani sono impeccabili” conclude la titolare prima di fermarsi a parlare con Paolo Borghini, il direttore del Micam che è sempre in cerca di spunti per migliorare.
Raffaele Vitali
