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Elezioni regionali. La prova di forza del Pd. I big per Mangialardi. Ma...

1 Marzo 2020

Un bel cerino quello che il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ha lasciato acceso nelle mani di Maurizio Mangialardi. Il sindaco di Senigallia, che ha intelligentemente scelto il silenzio, oggi entra in direzione con l’appoggio dei big del Partito Democratico. Lo vogliono candidato alla regione: lo vuole Luca Ceriscioli, lo vuole Valeria Mancinelli, lo vuole Matteo Ricci e pare anche Giovanni Gostoli.

Ma c’è un dubbio e non potrebbe essere diversamente quando si parla del Pd. “Un candidato civico che compatti la coalizione e la ampli” aveva detto il segretario Dem dopo l’ultima riunione, supportato da Andrea Orlando, l’esponente a cui il segretario nazionale Zingaretti ha affidato la gestione delle frizzanti Marche.

E invece, ecco la prova di forza del partito: il candidato sarà nostro. Il Pd ha provato ad addolcire la pillola agli alleati facendo supportare Mangialardi nei giorni scorsi da una ottantina di sindaci, non tutti di centrosinistra. Ma non è bastato, anche se ha dimsotrato quelo che tutti sanno: il presidente di Anci Marche è davvero una risorsa.

I cespugli protestano, si arrabbiano e soprattutto con Mangialardi si rischia di perdere definitivamente i 5 Stelle. Per due ragioni: il sindaco di Senigallia è un Pd vero ed è anche sotto processo, udienza in autunno, per l’esondazione del Misa. Se la tessera poteva essere superabile, essendo il sindaco dei sindaci, difficile per i pentastellati venire meno alla loro logica del mai candidati con pendenze giudiziarie, anche se in corso e con evidenti segni di non colpevolezza.

Ma il Pd ci prova a forzare la mano e a prendersi la candidatura rischiando così di bruciare definitivamente anche il nome che avrebbe messo tutti d’accordo, seppur con qualche mal di pancia pesarese: Sauro Longhi. L’ex rettore va avanti per la sua strada, attende senza stare fermo e continua a raccontare il suo embrionale progetto.

Longhi e Mangialardi, nomi solidi e stimati messi sui due piatti della bilancia con un evidente rischio che si ribaltino entrambi. E infatti l’attuale opposizione, il centrodestra, resta in silenzio e si gode l’ennesima direzione del partito che vuole comandare senza avere la certezza di avere le truppe al completo.

@raffaelevitali

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