
FERMO – Non cede Alberto Scarfini, candidato a sindaco di Fermo, e difende la posizione civica dell’amministrazione uscente, guidata da Calcinaro per undici anni e oggi da Torresi.
‘No ai partiti’ è il refrain. E passo passo, anzi pedalata dopo pedalata considerando che tra due mesi a Fermo arriverà il Giro d'Italia, sta vincendo la sua battaglia. Perché i partiti di maggioranza sono andati in difficoltà. Un po’ perché si sono mossi tardi, un po’ perché insieme hanno fatto dichiarazioni roboanti garantendo, ormai due mesi fa, che a Fermo si sarebbero presentati compatti e con i simboli, un po’ perché nessuno vuole perdere e quindi poi cambiano i parametri.
Il punto è che, a oggi, la Lega a Fermo non avrebbe la forza per fare una lista, Noi Moderati, commissariata, sta cercando una sua strada e identità, Forza Italia, invece, avrebbe già chiuso un accordo con Scarfini. Gli azzurri, infatti, hanno affidato le trattative a Carlo Iommi che, senza esitare, ha lavorato per una presenza solida tra le civiche dell’assessore allo Sport.
Resta così Fraatelli d’Italia, partito leader a livello provinciale, strutturato in città, con due consiglieri uscenti, Tulli e Rocchi. Per i meloniani i problemi sono di due tipi: restare coerenti con quanto detto, “andremo con il simbolo”, o rinunciare e inserire i suoi elementi di punta nella coalizione guidata da Piazza Pulita. Entrambe le scelte portano dei rischi.
Per presentarsi con il simbolo, sarebbe quantomeno necessario che il candidato fosse di coalizione. Su questo, non essendo riuscito a incidere su Calcinaro, dovrebbe però imporsi Acquaroli, richiamando all’ordine Jessica Marcozzi e il senatore Battistoni, imponendo il simbolo di Forza Italia al fianco di quello di Fdi. E magari aprendo al nome di Lorenzo Giacobbi come alternativa a Lanciotti e Tosoni.
Nell’eventualità invece di una rinuncia con convergenza sui civici, come accaduto negli ultimi dieci anni, il partito guidato a livello provinale da Balestrieri e da Romagnoli nel capoluogo, il rischio è di un veto verso i due consiglieri uscenti, rei di avere appoggiato con riserva l’ultimo periodo dell’amministrazione Calcinaro.
Chi cederà? Le pressioni nelle ultime settimane sono state indirizzate tutte su Mauro Torresi, attuale sindaco reggente, ma è Alberto Scarfini che ha l’ultima parola. E per ora, senza esitare, la risposta sarebbe sempre stata, nelle stanze delle trattative, la stessa: al voto si va senza simboli.
Una strategia che a oggi gli ha permesso di tenere unite le diverse anime, come faceva Calcinaro, arrivando addirittura a recuperare l’assessora Annalisa Cerretani, in rotta con Torresi ma funzionale al progetto elettorale.
La decisione arriverà prima del referendum? Così vorrebbe la logica, ma non è da escludere che Fratelli d’Italia e company attendano l’esito del voto e in caso di vittoria del SI possano decidere per una discesa in campo a testa alta con la bandiera della riforma da far sventolare vicino a quella di Fermo. Con buona pace, a quel punto, del civismo di Scarfini, almeno per il primo turno elettorale.
r.vit.
