MONTE SAN GIUSTO – Per decenni è stato un riferimento nel settore delle scarpe da uomo. Poi è cresciuta la linea donna. Per entrambe le produzioni una certezza: la qualità della manifattura. Era il mondo di Fabi, calzaturificio di Monte San Giusto con solide radici veregrensi. Una storia di famiglia, partita nel 1965, che sessant’anni dopo prosegue ma in mani diverse. Almeno dal punto di vista della proprietà.
Il brand Dolce&Gabbana ha ufficialmente preso il controllo del calzaturificio. Se ne parlava ormai da due anni, è stata una trattativa complessa, visto che Fabi è un calzaturificio ‘pesante’, ricco di manodopera e di know how.
Lo si evince dalla pubblicazione del bilancio di D&G, che fa capire che l’operazione si è chiusa ormai un anno fa e che ora viene ufficializzata. In questo periodo per Fabi nulla è cambiato, ha proseguito la sua attività, con tanto di presenza al Pitti Uomo dove ha presentato le collezioni create dai designer interni e rese reali dalla mani dei 170 dipendenti.
Fabi già lavorava per Dolce&Gabbana, ora ne è parte a tutti gli effetti. Porta con sé l’esperienza e la qualità che il mondo gli ha sempre riconosciuto. L’apice a inizio anni 2000, con il boom della Russia che portò l’azienda a sfiorare i 50milioni di fatturato e a superare i 300 dipendenti.
Emblema dell’ascesa è il 2014, quando la famiglia Fabi aprì un maxi store in via del Babuino in cui alle scarpe si abbinavano eccellenze gastronomiche marchigiane e il vestiario, su cui l’azienda prima di altre aveva investito creando un total look.
Poi, tra sanzioni e guerre, il crollo del mercato principale e la difficoltà di trovare alternative capaci di compensare gli ordini mancati. È iniziato un lungo periodo di crisi, affrontato dal board familiare a testa alta, addolcito dalla buona resa del marchio sportivo Barracuda, a sua volta acquisito da D&G.
L’accordo è stato raggiunto perché Dolce&Gabbana vede nei due marchi marchigiani un importante potenziale, nel 2024 hanno portato a Bilancio, stando alle anticipazioni di Fashion Magazine, oltre 11milioni di euro. l’operazione a essere precisi, è stata conclusa dalla controllata del brand, Manifatture Italiane. Il fatturato complessivo della griffe è di 1,9 miliardi.
Raffaele Vitali