
MILANO - Sfida tutti, col sorriso. "Il prossimo passo deve essere una bella legge, vera, che sia adatta al nostro settore, ci vogliono 10 giorni per stabilire quali sono i problemi e per stabilire che soluzioni dare". E' questo l'auspicio di Diego Della Valle per il settore dopo le misure di amministrazione giudiziaria nei confronti di molti brand della moda compresa la stessa Tod's, finita indagata dalla Procura di Milano, con tre suoi manager, in relazione all'ipotesi di caporalato nella catena di subappalti della produzione.
"Se vogliamo risolvere queste cose - ha auspicato Della Valle a margine della presentazione delle collezioni uomo Tod's ieri a Milano - dobbiamo parlarne, se vogliamo ogni semestre avere uno scoop no, se le vogliamo risolvere si può fare molto in fretta. Bisogna capire che il piccolo artigiano non può fare nulla perché deve lavorare, come può controllare 5 punti di filiera? Quindi bisogna sedersi un attimo e capire che i piccoli imprenditori sono parte lesa e noi li dobbiamo tutelare".
"Quello che non bisogna pensare - ha sottolineato il presidente di Tod's - è che si possa parlare di caporalato, il nostro è un mondo di gente per bene, questa è una legge costruita più di 20 anni fa per dei problemi veramente seri e selvaggi soprattutto nelle zone agricole di allora, ma non possiamo far raccontare in giro per il mondo che siamo delle persone che non hanno a cuore il lavoro degli altri, perché non è vero".
"Noi imprenditori e chi fa le leggi abbiamo il compito di sederci intorno a un tavolo e l'obiettivo - ha ribadito - è fare in un mese una legge che corrisponda e che tuteli tutti".
"Quando ho invitato 'Report' a venire in azienda - dice Della Valle a proposito dell'intervista che è andata in onda ieri sera -, l'ho fatto volentieri perché volevo che vedessero come sono fatte le aziende, come è fatto il territorio. L'azienda fa tante cose per il territorio, adesso non voglio parlare di me, ma tanti altri imprenditori fanno queste cose, facciamo vedere - è l'invito - anche la parte bella, altrimenti è un mondo orripilante".
"Consiglio ai miei amici imprenditori di invitare le persone che si occupano Della legge nel loro territorio a far vedere le proprie aziende e faremo tutti - ha aggiunto - una gran bella figura".
"Abbiamo decine di lavoratori che lavorano con noi da tre generazioni e il loro lavoro - ha proseguito - lo fanno onestamente e hanno una cultura umana solida perché vengono da lì. Mio nonno faceva il calzolaio, quindi non è che noi siamo nati sulla luna, non è proprio nella cultura degli imprenditori italiani sfruttare qualcuno. Spesso quando accadono queste cose - ha concluso - accadono all'insaputa delle persone che ci lavorano".
